Lazio, un ingranaggio quasi perfetto. Ma quei gol subiti nei secondi tempi…

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La squadra di Inzaghi spesso subisce gol nei secondi tempi. La causa principale? Il calo di coentrazione

Una Lazio ottima fin qui in questo inizio di stagione: 36 punti in campionato, con ancora una gara da recuperare, qualificazione ai sedicesimi di Europa League e semifinale conquistata in Coppa Italia. Un ingranaggio quasi perfetto quello di mister Inzaghi che, come tutti, dovrà ancora lavorare sodo per far compiere ai biancocelesti il vero e proprio salto di qualità. In questa prima parte di campionato infatti spesso la Lazio ha subito gol nella seconda frazione di gioco e se in alcune occasioni queste reti non hanno compromesso in nessun modo la gara in altre hanno condizionato il risultato e fatto perdere punti ai biancoazzurri. Non si può parlare di calo fisico, perchè la squadra lotta sempre fino all’ultimo secondo disponibile, nè di errori o ritardi nei cambi effettuati dal mister spesso precisi e che danno una svolta alla gara. Ciò da prendere in considerazione come fattore preponderante è il calo di attenzione generico e dei singoli.

L’ANALISI – Prendendo in considerazione partite come Lazio – Milan il problema è presto risolto: quando la squadra di Inzaghi ha infatti subito la rete di Montolivo al 56′ era già in vantaggio di 3 gol e ha quindi potuto gestire al meglio la gara. In partite come il derby invece il calo di concentrazione è stato determinante: quattro minuti di black out dal 49′ al 53′ in cui è stata punita da Perotti e Nainnggolan. Se vogliamo poi considerare il derby una partita a parte, e quindi spesso fuori ogni discorso tecnico, lo stesso è successo a Genova contro la Sampdoria. Dopo un buonissimo primo tempo in cui più volte la Lazio poteva passare in vantaggio al 56′ arriva il gol di Zapata e partita in salita che poi è stata vinta solo grazie alla grinta che i ragazzi di Inzaghi mettono sempre in campo. Al netto di errori arbitrali clamorosi, di cui tutti siamo a conoscenza, anche in Lazio – Fiorentina è accaduto qualcosa di simile: se infatti il rigore commesso da Caicedo è fortemente in dubbio è proprio il calo di concentrazione che porta a questi episodi; arrivati all’ultimo minuto di recupero non ci si può permettere di lasciare spazio d’azione offensiva alla squadra avversaria soprattutto se in vantaggio solo di una rete. Non da ultimo è da considerare il match contro l‘Atalanta in cui il calo di concentrazione dei singoli è stato determinante: vedi il rigore commesso da Bastos che rischiava di mandare all’aria il recupero fantastico compiuto dalla Lazio dopo il doppio svantaggio. Su questo dovrà continuare a lavorare Simone Inzaghi, soprattutto sulla testa dei suoi giocatori, sulla concentrazione massima da tenere 90 minuti, per continuare a volare, ancora più in alto.