Immobile vs Simeone, gli scugnizzi con la Lazio nel destino

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Immobile e Simeone, bomber a confronto. Uno è il presente della Lazio, l’altro potrebbe rappresentarne il futuro. Mentre i tifosi sperano di vederli giocare insieme, questo pomeriggio, si sfidano sul campo del Ferraris

Il verde manto erboso di Formello ha accolto i primi passi di uno e la corsa instancabile dell’altro. Il primo ci è cresciuto, il secondo vi ha trovato la rinascita. Di chi stiamo parlando? Di Simeone e di Immobile, i due centravanti della sfida di questo pomeriggio: GenoaLazio. A loro il compito di bucare la difesa avversaria e mandare la palla nel sacco, i tre punti in palio sono necessari ad entrambe le compagini. Il treno per l’Europa fa tappa a Genova e la vittoria è un biglietto importante per continuare la corsa.

IMMOBILE – Ciuffo biondo e sguardo fiero. La Lazio lo ha scelto e lui ha scelto la Lazio. Una scommessa per tutti. La più vincente dell’era Lotito. Così Immobile s’è guadagnato il titolo di bomber. 21 gol. Ad ogni rete, la corsa sotto la Nord. Così ha conquistato l’affetto del popolo biancoceleste. Non era facile in una piazza importante come Roma, ma è riuscito nell’impresa. Ha raccolto l’eredità di un certo Miro Klose e non lo ha fatto rimpiangere in una sola partita con quel suo viso pulito e il temperamento di chi non molla. Un gladiatore nell’arena. Non cede di un metro. Arretra, aiuta i compagni e riparte. S’incunea, rompe la difesa avversaria e buca la porta. “Sognavo di segnare ed esultare ancora sotto alla Curva”, parole che riempiono d’orgoglio il cuore di ogni tifoso. Ma Ciro non si ferma, scavalcato Rocchi nella classifica dei marcatori della storia della squadra, sul suo taccuino c’è una lunga lista di nomi da raggiungere. Prossimo obiettivo? Bruno Giordano e perché no… anche un certo Silvio Piola.

SIMEONE – Un nome una garanzia. Il talento per il gioco del calcio scorre nelle vene dei Simeone. Di padre in figlio. Come i colori biancocelesti. Quei colori che Il Cholo ha onorato con sangue e sudore e che tutti vorrebbero addosso a Giovanni. Lotito lo corteggia, vorrebbe portarlo alla corte di Inzaghi. Tecnica e sacrificio. Nasce come seconda punta, ma al Genoa la sua missione è quelle di attaccare la profondità come un centravanti puro. Le luci dei riflettori si accendono su di lui grazie alla partenza di Pavoletti destinazione Napoli. Un addio che si fa meno amaro grazie all’esplosione de Il Cholito. Il gol contro il Pescara prima, la doppietta alla Juventus poi lasciano intendere che in campo c’è una nuova stella e che il pubblico rossoblù ha un nuovo idolo in campo. La società romana ci prova e, chissà, magari nel prossimo Lazio-Genoa si troverà a fraseggiare col nostro Immobile piuttosto che sfidarlo da avversario…