Gregucci torna sui preliminari di Champions: “Bayer alla portata della Lazio. Pioli? Ce la farà a portarci fuori dalle secche”

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Angelo Gregucci, ex difensore biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style radio.

“Siamo orgogliosi dell’Alessandria, curavamo l’aspetto sportivo dentro e fuori dal campo. Questa è la nostra vittoria, una squadra così che arriva in semifinale di Coppa Italia, tra e prime quattro in Italia. Il risultato è ancora in bilico, non è finita. Andremo a giocarcela a San Siro.

Secondo me un buon allenatore deve essere una persona equilibrata e generosa, una persona che riconosce il valore dell’onesta e del merito. Questi sono i capisaldi, per cominciare a costruire un allenatore.

Per quanto riguarda la Lazio, secondo me, il problema, se così vogliamo chiamarlo, risale a quest’estate, quando non è stata cavalcata l’onda del successo. Ricordo un Centro Sportivo di Formello alle tre di notte pieno di tifosi che festeggiavano con la squadra l’accesso in Europa.

Ricordo anche una finale di Coppa Italia fattibile ancora di più la Supercoppa, in quella gara non è stata interpretata bene la Juventus estiva, non in forma e con l’assenza di tre capisaldi, a partire da Pirlo. La Juve era in ricostruzione, non in difficoltà, potevamo contestargli meglio quel titolo. La Lazio è stata l’unica squadra ad aver messo in difficoltà la Juventus, avvicinandosi alla vittoria e alla conquista di un trofeo contro la Juventus. Poi bisognava, e si poteva far meglio, per la Champions. Il calcio d’agosto non conta, vero, ma per noi l’agosto del 2015 poteva essere importante. La Lazio doveva spingere, e sfondare, la porta dell’Europa che conta, la Champions è la manifestazione per eccellenza, sia per denaro che per visibilità. Dovevamo entrare, e potevamo, nella fase a gironi, il Leverkusen era alla nostra portata. Da lì, siamo saliti sull’altalena, alternando prestazioni buone a prestazioni meno buone, ma abbiamo un allenatore bravo, equilibrato e molto intelligente, dobbiamo poggiarci a lui. Pioli potrà portarci fuori dalle secche e farci fare un ottimo campionato.

Roma è difficile per gli umori che ha, la storia e le attese. La mancanza di trofei in questo momento pesa sul calcio globalizzato. Nella Capitale d’Italia Roma e Lazio vivono di grandi esaltazioni e grandi depressioni, non abbiamo mai equilibrio. In più, se sei giovane vieni mangiato. Bisogna avere la forza di estrapolarsi, con equilibrio e maturità.

Mi aspetto che la Lazio possa andare a Udine, è più forte tecnicamente dell’avversario e giocare una gara di spessore, tecnica e qualità. La Lazio può farlo, può ricreare l’onda per poi ricavalcarla. Abbiamo qualità e personalità per rifare una grande partita e portare a casa la vittoria”.