Galeazzi: «Bielsa un’incognita. Tra Candreva e Biglia terrei l’argentino»

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Uno degli storici giornalisti Rai, che ha raccontato i momenti più esaltanti dello sport italiano e internazionale. Ma sempre con la Lazio nel cuore: Giampiero Galeazzi ha sempre avuto un occhio di riguardo per le vicende biancoceleste, ed è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione “I Laziali Sono Qua” per fare il punto della situazione in un momento di grande incertezza, con la scelta dell’allenatore ancora in sospeso.

 

Prima di parlare di Lazio, una valutazione sulla Nazionale agli Europei: “L’Italia probabilmente affronta questo appuntamento con la squadra tecnicamente più scarsa dell’ultimo mezzo secolo. Non sono d’accordo nel valutare Conte come valore aggiunto in grado di risolvere tutti i problemi. Il giornalismo italiano si piange troppo addosso, il Belgio ha un paio di giocatori di talento ed è diventato uno spauracchio, come se potesse vantare la nostra tradizione”.

Quali possono essere le Nazionali favorite? “Conterà soprattutto chi riuscirà ad avere l’impatto atletico giusto. In Brasile ai Mondiali eravamo fisicamente troppo indietro rispetto agli altri. Difficile indicare una favorita, anche se Lineker una volta disse: “Il calcio è uno sport in cui si gioca undici contro undici e bisogna fare un gol più degli avversari. E alla fine vince la Germania”. Mi trova decisamente d’accordo: ieri si è criticato il gioco dei tedeschi nella vittoria contro l’Ucraina, magari fossimo noi al loro livello”.

Passando alla Lazio, si parte dall’ipotesi Bielsa. “A me piaceva Mihajlovic, l’argentino può rappresentare un’incognita, non conosce bene come il serbo l’ambiente Lazio. Prandelli ha parlato di una stretta di mano con Lotito, ma secondo me il presidente biancoceleste è un bugiardo e la sua stretta di mano non ha valore. Se la Lazio è un brand che ha ancora importanza è grazie alla sua storia e all’amore dei tifosi, vedremo a quale nome si potrà arrivare”.

Galeazzi ha seguito anche l’appuntamento di Di Padre In Figlio: “In quel giorno ho sentito la mobilitazione della parte laziale della città. Il mio fisioterapista mi ha lasciato mezz’ora prima per portare il figlio allo stadio. Questi sono gli appuntamenti che hanno la capacità di raccogliere intorno alla bandiera e a un ideale la tifoseria, mi ricordano quando mio padre mi portava allo stadio le prime volte, o alla storica sede della Lazio in via Frattina”.

Tra Candreva e Biglia, nella Lazio chi vale la pena tenere? “Io punterei su Biglia, che a centrocampo ha grande importanza tattica. Candreva mi inizia a dare l’impressione che stia sentendo stretta la Lazio, a volte si limita a fare il compitino e un anno fa non mi ha convinto il modo in cui ha sofferto l’esplosione di Felipe Anderson. In Nazionale ha un altro tipo di atteggiamento, un modo di giocare più concreto”.

 

Come cambierà la Serie A l’anno prossimo? “La Juventus domina indisturbata, senza le milanesi nel calcio italiano non esiste competizione. I bianconeri sono gli unici che hanno programmazione e capacità di muoversi sul mercato. Tra le squadre in possibile crescita vedo bene il Napoli che quest’anno ha difettato di mentalità soprattutto in Europa, dove sarebbe potuto arrivare sino in fondo. I partenopei hanno qualcosa che nessuno ha: Higuain. All’Inter sono arrivati investitori cinesi, ma ci sarà la necessità di rinforzarsi sul piano della struttura societaria per tornare ai livelli del passato”.