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Eriksson: «Lasciare la Lazio? Forse mi sono pentito. Il più forte che ho allenato…»

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L’ex allenatore della Lazio, Eriksson, ha analizzato i prossimi impegni della squadra d’Inzaghi e commentato momenti della sua carriera

Sven Goran Eriksson, indimenticato allenatore della Lazio, è intervenuto sulle frequenze di Radiosei per parlare dei prossimi impegni della squadra biancoceleste. Il tecnico ha fatto poi alcune considerazioni sulla sua carriera:

CHAMPIONS E CAMPIONATO – «Il doppio impegno, Serie A e Champions, va gestito con consapevolezza: la gara con la Sampdoria è davvero importante. Restare in Champions è fondamentale, non si possono schierare le alternative, sarebbe troppo rischioso. La gara più importante è la prossima. La migliore medicina per pensare di poter fare bene con il Bayern è battere la Sampdoria, poi non so quali saranno le scelte del tecnico. Sono certo che Inzaghi non voglia sentire la parola Bayern. Quando la Lazio gioca bene è davvero una squadra forte, ci sono tanti giocatori che possono decidere le gare. Certo che il Bayern è il Bayern, se fa quello che sa vince e basta. È una sorpresa quando non va così. La Lazio non potrà aprirsi molto, i tedeschi sono micidiali in contropiede, poi è chiaro che deve attaccare». 

INGHILTERRA – «Se rifarei la scelta di andare via per allenare l’Inghilterra? Forse mi sono pentito, ma se non avessi preso quella decisione ci avrei pensato per il resto della vita. È più facile vincere un trofeo in una grande squadra come la Lazio rispetto ad una nazionale, era una bella sfida».

GIOCATORI – «Il più forte che ho allenato? Non è facile da dire, ogni ruolo ha avuto un elemento decisivo. Senza Falcao, per esempio, quella Roma non avrebbe avuto quello spessore, era decisivo. Mancini già quando giocava era tecnico, un altro era Veron».