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Di Canio attacca Lotito: «Per decenza andrei via. I tifosi ormai lo odiano!»

Paolo Di Canio, ex giocatore della Lazio, ha pronunciato delle parole durissime contro il contestato presidente dei biancocelesti Claudio Lotito
Paolo Di Canio torna a far discutere con un intervento destinato a lasciare il segno nel dibattito attorno alla Lazio. L’ex capitano biancoceleste, ancora oggi considerato uno dei giocatori più rappresentativi della storia recente del club, ha rilasciato un’intervista a La Repubblica soffermandosi sulla contestazione dei tifosi nei confronti di Claudio Lotito.
Il tema resta centrale nell’ambiente laziale: il rapporto tra la tifoseria e la proprietà continua a essere attraversato da tensioni profonde. In questo contesto, le parole di Di Canio assumono un peso particolare, anche per il suo legame storico con la piazza e con i colori biancocelesti.
Di Canio, il giudizio sulla gestione del club
Nel suo intervento, Paolo Di Canio ha espresso una critica netta nei confronti del modo in cui Claudio Lotito gestisce la società. L’ex attaccante ha messo al centro del suo ragionamento il rapporto tra club e tifosi, sottolineando come la Lazio non possa essere considerata soltanto una realtà aziendale. Le sue parole:
«Dico questo: lui gestisce il club come fosse un esercizio commerciale, tratta i tifosi come clienti. Ma se non vengono più al locale, io lo lascio no? Mi rivolgo a lui: è normale rimanere lì? Io per decenza andrei via. I tifosi fanno investimenti economici e sentimentali, vanno rispettati. La gente ormai lo odia, usiamo le parole giuste. Gli ha tolto la possibilità di illudersi».
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Un passaggio forte, nel quale Di Canio evidenzia soprattutto l’aspetto emotivo del tifo. Secondo l’ex capitano, la componente sentimentale rappresenta un elemento imprescindibile nel rapporto tra la società e il popolo laziale.
La contestazione nei confronti di Lotito viene quindi letta da Di Canio come il segnale di una frattura ormai evidente. L’ex giocatore richiama il concetto di rispetto verso chi sostiene la squadra con passione, presenza allo stadio e investimenti personali, non solo economici ma anche emotivi.
Per Di Canio, il tifoso non può essere trattato come un semplice cliente. La Lazio, nella sua visione, è un patrimonio identitario e sentimentale che richiede ascolto, coinvolgimento e attenzione. Da qui nasce la durezza del suo intervento, che si inserisce in una fase delicata per l’ambiente biancoceleste.