Coronavirus, Jacobelli: «Spero che i club preferiscano la salute dei giocatori»

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Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport, ha delineato il profilo della Serie A in questo momento e supportato la città di Bergamo

Il direttore di Tuttosport, Xavier Jacobelli, è stato intercettato dai microfoni di Calcionews24.com per fare un quadro generale della Serie A e sulla sua città, Bergamo.

SITUAZIONE – «Io sono bergamasco purosangue e si può facilmente immaginare cosa significhi per me e la mia famiglia questo momento. Bergamo è la città del dolore e della sofferenza in questo momento. Le immagini dei convogli militari che portavano via dal cimitero monumentale le salme che non potevano essere cremate, sono state immagini scioccanti che non dimenticheremo mai. La gente di Bergamo è gente che reagisce e non si arrende mai. Non mollano, è nel DNA dei bergamaschi di non arrendersi di fronte a nessuna difficoltà».

ASSEMBLEA SERIE A – «Mi auspico che prevalga il buon senso. Francamente quello che è avvenuto a cavallo tra il 29 di febbraio e il 9 marzo non sta né in cielo né in terra. Il calcio di Serie A sa benissimo che cosa significhi il Coronavirus ma in questo momento la cosa più importante è la salvaguardia della salute dei giocatori. Ho apprezzato le parole di Zenga (se necessario giocheremo anche a ferragosto ndr) e questo è quello che deve fare il sistema calcio italiano. Premesso che ad oggi nessuno di noi può fare previsioni sull’evoluzione della situazione sanitaria, perchè sappiamo benissimo che la strada sarà molto lunga e nessuno può fare previsioni. Per questo motivo è impossibile stabilire quando e se la Serie A riprenderà. Vedremo che decisioni verranno prese ma intanto mi auguro che tutti i club interessati antepongano la salute dei giocatori».

CAMBIAMENTI – «È importante che il sistema calcio si renda conto che niente sarà più come prima, a partire dalle spese pazze di questi anni. Ci sarà un ridimensionamento degli ingaggi visto che Gravina ha ipotizzato a ragion veduta perdite pari a 700 milioni. Il Coronavirus ha già cambiato i nostri stili di vita. Nessuno avrebbe pensato di arrivare a questo punto. La Premier League sospesa fino al 30 di aprile ma si andrà oltre sicuramente».

SCUDETTO – «Io preferirei che il campionato arrivasse alla sua conclusione con tutte e 38 le giornate giocate. È evidente che dal punto di vista sportivo sarebbe il modo più efficace per riconoscere chi sarà stato più bravo degli altri. Se torneremo a rivedere le partite, magari a porte chiuse, la soluzione più adatta sarà finire il campionato anche a costo di sforare oltre il 30 giugno».

ALLENAMENTI – «Queste sono le domande che si pongono tutti gli appassionati di calcio non adusi alle manovre di palazzo. Francamente l’idea di ricominciare ad allenarsi quando ci sono questi numeri di morti e contagiati non è pensabile. In più ci sono diversi giocatori che sono positivi, che hanno bisogno di tempo per recuperare. Bisogna davvero salvaguardare la salute delle persone. In questo momento il calcio, il campionato e le coppe passano in secondo piano come ha detto Gomez. Siamo in una situazione di emergenza, tutto il resto è fuffa. Non ci serve, bisogna pensare alla salute degli atleti attenendosi alle disposizioni che ci sono state impartite».