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Conferenza stampa Gattuso: «Ivanovic? Ha deciso di andare al Lens mentre Markmann voleva essere titolare. Il modulo? Cambia sempre»

La conferenza stampa di Gattuso al termine della sfida Frosinone Lazio: tutte le considerazioni del tecnico in merito alla stagione imminente
La Lazio chiude il proprio precampionato con il successo per 2-1 sul Frosinone, deciso dalla doppietta di Mattia Zaccagni. Al termine della sfida del Benito Stirpe, Gennaro Gattuso ha parlato in conferenza stampa poi riportata da TMW soffermandosi soprattutto sul mercato. Il tecnico ha spiegato i motivi del mancato arrivo di Franjo Ivanovic, svelando anche un retroscena relativo a Noah Markmann. Spazio poi alle valutazioni su Petar Ratkov, Santiago Gimenez, il nuovo assetto tattico e le condizioni degli infortunati.
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Gattuso: la verità su Ivanovic e Markmann e sulla sua formazione
IL MERCATO – «Non facciamo giri di parole. Sull’attaccante sapete bene com’è andata, la società ha fatto di tutto per prenderlo e ho parlato con il giocatore. Il Benfica aveva dato l’ok, lui ha deciso di andare al Lens per giocare la Champions. Che dobbiamo fare? Nulla. Forse abbiamo sbagliato, dovevamo parlare prima col giocatore. Lo stesso vale per Markmann: un ragazzo di 19 anni mi aveva chiesto di giocare titolare, il calcio sta cambiando… Non possiamo prendere tanto per prendere, ma giocatori funzionali per come vogliamo giocare. Mi sono preso la colpa, è un dato di fatto. Voglio calciatori funzionali. Poi quando succedono queste cose c’è tanto rammarico, ora ci rimettiamo di nuovo in moto e troviamo quei due profili. Quando arriva l’attaccante, vedremo».
SU RATKOV – «Ho trovato un ragazzo arrivato a gennaio che è stato pagato tanto e utilizzato poco. Aveva il morale bassissimo, ora l’abbiamo rimesso in condizione. Vediamo cosa ci offrirà il mercato e faremo le nostre valutazioni. È un ragazzo che si impegna, vediamo quello che succederà».
IL PIANO B DOPO IVANOVIC – «Si va alla ricerca delle caratteristiche, ci serve un tipo di attaccante preciso. Il nostro calcio in questo momento vanno sui riferimenti, bisogna avere giocatori con forza e velocità. È ingiusto fare questi ragionamenti, è una mancanza di rispetto verso Ratkov. Non è bello per lui. Dopo poi bisogna dire le cose come stanno, si va alla ricerca di questo. Noi non andiamo alla ricerca del nome, ma di chi ci può dare una mano. Nessuno toglie la bravura di Ratkov e che forse rimarrà. Questa è la verità».
SU GIMENEZ – «La cosa più importante è che qua deve venire gente che ha voglia di venire. Io non sono abituato a convincere i giocatori, nel calcio non ci si può promettere nulla, parla il campo. Se uno ha voglia deve venire, mettere l’elmetto che è quello di cui abbiamo bisogno quest’anno. Se non ci sono queste condizioni, è inutile».
LA DIFESA A TRE – «Dipende dagli avversari, quando vogliamo portare la spesa a casa. Questa squadra l’anno scorso faceva un tipo di gioco allenata da un maestro di 4-3-3. Abbiamo smontato tanto per fare qualcosa di diverso e sono soddisfatto dei ragazzi. Se vogliamo fare qualcosa di diverso, lo stiamo provando. Sono molto soddisfatto di come la squadra tiene il campo, ma dobbiamo essere più puliti. Era un 3-4-3, non ci dobbiamo schiacciare a cinque ma essere aggressivi. Ci saranno delle partite in cui forse potremmo giocare così. Poi vediamo».
IL MODULO E LA MENTALITÀ – «Non vi fissate sulla difesa a tre, i moduli trovano il tempo che trovano. Dia dà qualità, deve migliorare quando scarica e arrivare il prima possibile a riempire l’area. Troppo facile parlare di moduli, dobbiamo parlare della mentalità. Il Frosinone va a mille allora, corre tanto. Noi siamo stati bravi a fare la nostra partita. Noi sbagliamo ancora tanto, ma mi tengo la prestazione e la mentalità. Non è semplice giocare un tipo di calcio e riuscire in poco tempo a fare cose buone. Dobbiamo alzare il livello, la qualità di corsa e di gioco. Sono molto soddisfatto e faccio i complimenti ai ragazzi».
SUI CENTRALI – «Le difficoltà ci stanno. Non si può sempre dominare. Quando trovi tanti uomini in avanti ci sta. Sono giocatori con grande fisicità e con picchi di velocità interessanti. Sono contento di loro, a campo aperto possono farci male e dobbiamo essere bravi. L’importante è creare occasioni: qualcosa dobbiamo concedere, lo sappiamo, ma sono molto contento. Doekhi non ha la velocità di Gila. I gol subiti all’inizio? Il primo gol l’abbiamo preso su una sciocchezza, avevamo provato a uscire dalla pressione. La responsabilità è la mia, si continua su questa strada».
GLI INFORTUNATI – «Gigot è fermo, ha un problema e difficilmente sarà dei nostri. Patric ha iniziato a lavorare a livello aerobico, ci vuole un po’ di tempo. Pellegrini domani sarà dei nostri dopo un problema alla caviglia. Nuno Tavares è andato in Portogallo a fare un controllo e tornerà martedì. Isaksen e Cataldi domani faranno un allenamento parziale con noi, siamo molto contenti. Speriamo di averli a disposizione dopo quattro/cinque giorni con il resto del gruppo».
AI TIFOSI – «La maglia bisogna sudarla, onorarla. Questo è il messaggio. Sul resto posso fare poco, i tifosi sono coerenti. Dispiace se non ci saranno a Bologna, ancora non è ufficiale ma penso che il calcio ha bisogno della gente che va allo stadio e della passione dei tifosi. Non è sicura al 100%, spero che ci pensino, soprattutto quando i tifosi si comportano bene hanno il diritto di andare allo stadio».
IL BILANCIO DEL RITIRO – «Sono molto contento per la disponibilità, per la professionalità. Non mi aspettavo che in maniera così veloce riuscissi a smontare una vecchia idea di calcio. Sono orgoglioso, è una squadra che ha voglia di lavorare. L’anno scorso sono stati tutti molto bravi, il gruppo è stato compatto sennò poteva succedere di peggio. Ho trovato grande professionalità».