Cluj, Burca: «Lazio, squadra di valore e tradizione». Petrescu: «Meritavano di fare 9 punti nelle prime tre di Serie A».

Cluj Dan Petrescu
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Vigilia di Cluj-Lazio, prima partita del girone E di Europa League. Il difensore dei romeni Andrei Burca e l’allenatore Dan Petrescu, presentato la sfida con i biancocelesti

Inizia a rispondere alle domande dei cronisti presenti, il difensore Burca: «Nella mia zona di campo c’è molta competizione ed è un bene. Deciderà il mister chi dovrà giocare. Tutti conoscono la Lazio, squadra di valore e tradizione. Speriamo di rappresentare la Romania con successo domani. Il Mister ha analizzato i nostri avversari».

Il girone è quasi da Champions League?

«Sarà difficile qualificarsi. Il Celtic lo abbiamo già affrontato, la Lazio è molto forte, il Rennes che ha battuto il PSG».

Hai studiato gli attaccanti di domani? Immobile e gli altri?

«Si, li ho studiati anche oggi attraverso molti video. Ciro Immobile è fortissimo, Correa è un calciatore che è arrivato a giocare con la nazionale argentina, infine Caicedo che è tecnico e predominante fisicamente».

Cosa pensi di Stefan Radu?

«Difensore molto forte. Sarebbe molto bello averlo nuovamente in Nazionale. La sua importanza la si capisce anche dal fatto che è alla Lazio da tantissimi anni».

La palla passa all’allenatore Dan Petrescu.

La Lazio viene da una brutta sconfitta in campionato, potrebbe essere ferita psicologicamente?

«Ho visto la partita chiaramente. La Lazio meritava di più contro la SPAL. Nel primo tempo poteva fare 3-4 gol. Faceva molto caldo, alla fine sono calati fisicamente. Ci sono tanti giocatori di una certa età e diventa difficile giocare a quei ritmi. Con la Roma meritava di vincere, ha preso cinque pali. Con la Sampdoria ha vinto senza problemi. Con più attenzione avrebbero fatto 9 punti. Grande squadra con un allenatore che conosce tutto di quel mondo. Difficile che la Lazio perda due partite di fila, per questo sono preoccupato».

Punti deboli nella Lazio?

«Tutte le squadre hanno punti deboli, anche il Barcellona, non solo la Lazio».

Ci sono ricordi da Zeman? Vorresti tornare in Italia?

«Con Zeman si giocava tutti in attacco, ma è difficile giocare come lui. I primi anni ci ho provato, ma non è stato facile. Lo stimo tanto. Mi piacerebbe un giorno tornare in Italia o andare in Inghilterra. Sono paesi dove ho giocato e fatto bene».

Ritorno in panchina dopo una partita di assenza

«Bello tornare, anche se mi piace la tribuna. La partita si vede meglio. Anche in Inghilterra ci sono allenatori che si mettono in tribuna, vedi a Southampton».

Tattica per arginare la Lazio?

«La strategia è sempre affrontare partita dopo partita. Domani viene la Lazio. Non ci sono statistiche? Quindi è semplice, dobbiamo vincere».

Difficile concentrarsi in Europa League dopo non aver raggiunto la Champions?

«Ci sono stati dei preliminari, e a partire dall’anno scorso saranno anche di più. Siamo comunque in un bel girone, dove ci sono squadre famose come Celtic e Lazio. Questo è molto stimolante».

L’Inter e il pari contro la Slavia Praga è un’ispirazione?

«Per i giornalisti è stata una sorpresa, non per me. Ho sempre detto che lo Slavia è una squadra forte».

Ci sono dei cambi previsti nella squadra?

«Ci sono ancora dei problemi con gli infortuni di Rondon e Vinicius. Ci sono state tante partite e dopo la pausa abbiamo fatto bene contro il Voluntari. Vedremo. Boly laterale? Solo nel caso in cui gli altri quattro non fossero pronti».

La formazione sarà schierata anche in funzione del match contro il FCSB?

«No, io penso solo alla Lazio e alla partita che mi si presenta davanti».