Caso Varsavia, tre tifosi rimasti: “Basta ricorsi”. E la Lazio vola in Polonia

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Gli ultimi tre tifosi della Lazio ancora costretti a Varsavia sono Matteo Buttinelli, Alberto Corsino e Daniele De Paolis. Mancano ormai solo cinque giorni e poi, salvo clamorose novità, i tre supporters si sveglieranno ancora in Polonia a Capodanno: “Il giorno di Natale oltre ad aver incontrato genitori e parenti, hanno ricevuto la visita di alcuni delegati della nostra ambasciata che hanno tentato di portar loro un po’ di conforto anche se, come è facilmente intuibile, Matteo, Alberto e Daniele sono tristi e preoccupati”, ha raccontato il loro legale, Roberto Privitera, come riportato da “Il Tempo”.

L’avvocato ha poi proseguito: “Ho parlato con loro, sono sempre più convinti di non presentare altri ricorsi e mi sono sembrati ormai decisi a scontare fino all’ultimo giorno la custodia cautelare. Le loro famiglie, invece, non si arrendono e vorrebbero continuare a presentare le istanze di scarcerazione, anche con l’obbligo di firma”.

Oggi intanto verrà stabilita la linea da seguire, intanto la Lazio sbarcherà stamane a Varsavia per incontrare i tre tifosi: ci saranno il team manager Manzini e il responsabile della comunicazione De Martino, che saranno ricevuti da Riccardo Guariglia, ambasciatore italiano a Varsavia. Poi si  recheranno a Bialoleka, incontreranno i tre ragazzi, a cui consegneranno tre maglie ufficiali con i loro nomi. Infine, Manzini e De Martino incontreranno le istituzioni locali, s’informeranno sull’evoluzione dei casi, rientreranno a Roma domani.

I ragazzi in carcere sono ancora tre. Gli avvocati stanno lavorando, hanno presentato dei ricorsi per cercare una revisione delle decisioni. Sinceramente ci aspettavamo che le istanze venissero accettate, ora cerchiamo di stringere i tempi per fare uscire il prima possibile i tre tifosi. Ho accolto con piacere il fatto che il 27 dicembre due rappresentanti della società saranno qui. Abbiamo chiesto un po’ di tolleranza al carcere polacco, è stato più clemente permettendo incontri quasi quotidiani rispetto ai soli due previsti. Molto del lavoro che facciamo non può essere pubblicizzato, è assolutamente informale. Finora abbiamo ottenuto risultati anche grazie all’efficace azione degli avvocati. Speriamo che arrivino novità positive il prima possibile”, ha spiegato l’ambasciatore Guariglia.