Severgnini sul caso scommesse: «C'è una causa precisa, vi dico»
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Severgnini sul caso scommesse: «C’è una causa che ha scatenato tutto questo. Ecco quale»

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Beppe Severgnini, noto giornalista, ha commentato il caso scommesse scoppiato da poche settimane nel calcio italiano: le dichiarazioni

Sul Corriere della seraBeppe Severgnini in prima pagina avvia una riflessione sui fatti degli ultimi giorni intitolata «Giovani, ricchi, soli. I calciatori e l’azzardo». L’incipit del pezzo è questo: «Scandalo calcioscommesse» è un’espressione che sa di muffa.

Ci siamo già passati, abbiamo aperto e richiuso quei cassetti, speravamo di non dover sentire più quell’odore. E invece, rieccoci. Sandro Tonali, Nicolò Fagioli, Nicolò Zaniolo, in modo diverso e a vario titolo, sono accusati di aver scommesso su piattaforme illegali, sebbene il Codice della Giustizia Sportiva (art.24) vieti le scommesse ai tesserati». La sua analisi va oltre gli eventi e si appoggia su ciò che gli ha raccontato recentemente un allenatore di Serie A riguardo a «ragazzi molto giovani, molto ricchi, molto soli: «Finiscono l’allenamento e si buttano sul telefono. In viaggio, hanno le cuffie in testa. Ognuno nel suo mondo, in cui per noi è difficile entrare».

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