Bastos, Wallace e Parolo: i tre “quasi eroi” di Lazio-Juventus

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Grande prestazione della Lazio contro la Juventus, che però non è bastata per ottenere la vittoria. Sorprendenti su tutte le prove di Bastos, Wallace e Parolo

Poteva essere l’impresa dell’anno e non solo. Sconfiggere la Juventus, dopo non aver mai battuto una big, sarebbe stato di per se un grande risultato; farlo senza Acerbi, Luiz Felipe e Marusic, avrebbe dato un contorno quasi paranormale al tutto. “Poteva essere e non è stato…” Frase questa che calza a pennello con la storia della Lazio, fatta di opportunità mai colte e rimpianti continui. Resta l’amaro in bocca per aver messo per oltre un’ora sotto la Juventus, ma soprattutto per le grandi prestazioni di tutti i calciatori biancocelesti. In particolar modo quelle di Bastos, Wallace e Parolo.

VITTORIA PERSONALE – Non sono arrivati i tre punti, ma tre belle sorprese si. Iniziamo dalla difesa, dove Bastos e Wallace hanno alzato il muro. Primo tempo sensazionali dei due sostituti di Luiz Felipe e Acerbi. La lente d’ingrandimento era rivolta principalmente verso di loro e entrambi hanno risposto presente. Non sbaglia praticamente niente Bastos, fantastico nel corpo a corpo con Cristiano Ronaldo. L’angolano vive per l’uno contro uno, è la sua specialità e si esalta nei duelli individuali. Allegri vede che CR7 non trova sbocchi e dopo 20 minuti gli cambia fascia, portando Douglas Costa sulla sinistra, ma il risultato è lo stesso. Bastos viene messo in difficoltà soltanto dall’accelerazione di Bernardeschi nell’occasione del primo gol. In quel caso è tardivo il raddoppio di Parolo, ma a nessuno dei due va accollata la rete del pareggio. Più complicata invece la partita di Wallace, spesso insicuro e impreciso, ma comunque sono poche le sbavature nella prestazione di ieri. Fosse arrivata la vittoria, la prova dei due difensori sarebbe balzata molto più all’occhio. Dopo tante critiche avrebbero meritato una vittoria collettiva e non solo personale sia Bastos che Wallace. Giocassero sempre così Inzaghi avrebbe risolto gran parte dei problemi difensivi.

INESAURIBILE MARCO – Capitolo a parte la merita Marco Parolo, sempre più l’anima di questa Lazio di Inzaghi, improntata sulla corsa e l’aggressività. «Ruolo? Gioco anche in porta. Da esterno mi sento vivo» – poche parole, ma significative. Non ne fa una questione di posizione, ma di atteggiamento. Il mister deve far fronte alle assenze di Marusic e Patric, in settimana chiede a Marco una partita di sacrificio e il ‘motorino’ biancoceleste non si tira indietro. Quando si ha una disciplina tattica superiore alla norma, si può scendere in campo in qualsiasi posizione. Non importa il ruolo, ma l’interpretazione che si da a esso. Parolo si è posizionato sulla destra di un centrocampo a 4, che all’occorrenza diventava a 5. Una partita diligente, che se non fosse stato per un miracolo di Szczęsny, avrebbe chiuso con una rete, probabilmente decisiva ai fini del risultato. Marco ha giocato fuori ruolo, poteva incontrare delle difficoltà, ma anche grazie all’aiuto dei compagni ha disputato una prova sopra le righe. La squadra si è compattata e tutto ciò che sembrava impossibile, di punto in bianco è diventato possibile. Un esperimento riuscito e che sicuramente Inzaghi adotterà nuovamente d’ora in avanti. Per la Lazio è “il motorino del centrocampo”. Ha iniziato la carriera da trequartista, l’ha continuata da mezz’ala, sa giocare regista e ora anche esterno. 34 anni compiuti da poco e la voglia di un adolescente. Insieme a Bastos, Wallace, il vero vincente della serata dell’Olimpico si chiama Marco Parolo.