Andrea Piscopo: «Giocare con la Lazio FootGolf è qualcosa di meraviglioso» – ESCLUSIVA

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Il giocatore della Lazio FootGolf ci ha raccontato in esclusiva come si è avvicinato a questo sport e com’è diventato laziale

Tra le innumerevoli sezioni della Polisportiva Lazio, c’è anche quella del FootGolf: sport in espansione che unisce le regole del calcio e, come si può evincere dal nome, del golf. Andrea Piscopo, giocatore biancoceleste, si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni.

Come ti sei avvicinato al mondo del footgolf?

«Mi sono avvicinato grazie al presidente Alessandro Iannone, siamo diventati amici in Curva Nord, ed un giorno mi ha proposto di creare la Lazio FootGolf insieme, in quel momento stavo per sposarmi e quindi i troppi impegni mi hanno costretto a dire di no in quel momento, ma con la promessa che una volta creata questa sezione della Polisportiva ne avrei fatto parte. E da li è partito tutto».

In questa disciplina hai ottenuto molti successi e ti sei anche laureato campione d’Italia. Ti saresti mai aspettato di raggiungere questi traguardi e che emozione è farlo con l’aquila sul petto?

«Sono un tipo molto competitivo e se mi metto a fare una qualsiasi cosa devo essere in grado di portarla fino in fondo, in questo caso era quello di vincere il campionato Italiano, quindi se devo dirti la verità me lo sarei aspettato conoscendomi. Giocare con il simbolo della mia vita sul petto è qualcosa di meraviglioso, sopratutto vincere con quel simbolo. Dico sempre ai ragazzi che entrano a far parte di questa squadra di giocare per la Lazio e non nella Lazio. Forse è proprio questa mia convinzione di giocare per lei che mi fa dare il massimo in campo».

La situazione legata al coronavirus ha bloccato anche la vostra sezione. Come e quando riuscirete e ripartire?

«Siamo stati fermi anche noi dall’inizio di questa pandemia. Fortunatamente il FootGolf, come il Golf, è uno sport che ti permette di mantenere le distanze dalle altre persone già con le regole di base, in questo momento è cambiato solamente che non possiamo usufruire delle varie docce e spogliatoi per questo momento. Il campionato italiano se non ci saranno nuove restrizioni per le regioni del nord Italia ricomincerà il 5 luglio vicino Genova. Sarà un campionato più breve ma intenso, anche perchè in molto vorranno togliermi il titolo».

Chi ti ha trasmesso la passione per i colori biancocelesti?

«Questa passione me l’ha trasmessa mia madre, grandissima laziale con la L maiuscola.
Sin da piccolo andavo allo stadio con lei e mio fratello, poi crescendo io ho cominciato a frequentare la curva e lei in distinti, ma anche se divisi da una vetrata lei era li, come tutt’ora. Ormai è abbonata da più di 50 anni, sempre presente: con pioggia, sole e vento lei è sempre li presente. Sembra ieri quando facevo le prime trasferte con gli amici e lei mi diceva: «Stai attento e canta pure per me». Grandissima».

Il ricordo più bello legato alla Lazio

«Di ricordi ne ho tanti: il 26 maggio, il derby di Paolo Di Canio e lo Scudetto del 2000.
Questi 3 sicuramente sono gli eventi che mi legano più alla mia Lazio. Forse tra i 3 sceglierei il derby di Di Canio, che ho avuto la fortuna di conoscere, giocarci e vincere insieme giocando a FootGolf».

Cosa pensi della Lazio di mister Inzaghi? Secondo te riuscirà a lottare fino alla fine per lo Scudetto?

«Questa Lazio mi piace moltissimo, la sento molto più mia. Un gruppo di ragazzi estremamente uniti, dove ognuno da il fritto per gli altri. Alcuni l’hanno paragonata alla formazione del ’74, ma io credo che quella favola sia imparagonabile. Sicuramente mi diverte molto e se devo darle una somiglianza alle rose passate dico la quella di Mancini.
Secondo me riusciremo a lottare fino all’ultimo, siamo li e nessuno se lo sarebbe mai aspettato, neanche noi stessi. Abbiamo la forza e la spensieratezza che altre squadre non hanno. Non siamo stati strutturati per vincere il titolo quest’anno, ma ormai ci siamo quindi tanto vale provarci fino all’ultima giornata. Dovessimo vincere sarà apoteosi, in caso contrario mi alzerò ugualmente in piedi ad applaudire questa fantastica squadra. Alè la Lazio!»

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