L’ANALISI DEL GIORNO DOPO – Via gli asterischi e i cattivi pensieri: la Lazio in 45 minuti archivia una “partita-trappola”

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L’analisi di Lazio-Udinese, terminata con un successo dei biancocelesti per 2-0, grazie alle reti di Caicedo e l’autogol di Sandro

Gli asterischi non ci sono più, al loro posto tornano i tre punti. Dopo un punto in tre partite, la Lazio torna a vincere. Due gol nel primo tempo bastano, poi la solita ripresa a risparmio energetico. Una partita trappola conquistata in tre minuti; Caicedo e un autogol di Sandro scoraggiano l’Udinese, più con la testa al Sassuolo che alla Lazio. La squadra di Inzaghi non fa sconti e torna in corsa per la zona Champions. Con Immobile ancora evanescente, ci pensa Felipao a risolvere i tanti problemi di una squadra quasi in crisi. Il gol è uno dei suoi, non semplici, belli e decisivi. Quando lui segna, la Lazio vince sempre. Si sta ritagliando il suo spazio contro tutti i pronostici. Con Correa e Luis Alberto fuori, Immobile nel suo peggior momento da quando è a Roma, la certezza di Inzaghi si chiama Felipe Caicedo.

ARCHIVIATA SUBITO – Una partita in cui tutti si aspettavano la vittoria. Una partita in cui sembrava scontato che la Lazio dovesse solo vincere, a maggior ragione dopo il solo punto nelle ultime tre. Inzaghi capisce l’importanza della partita e come spesso accade nella sfide casalinghe contro le provinciali, schiera una squadra d’assalto. Patric a destra e Acerbi a sinistra si posizionano al fianco di Luiz Felipe. Disposizione inedita della difesa, con l’ex Sassuolo messo al posto di Radu per avere un’impostazione della manovra più fluida. Il Leone così come Patric, in fase offensiva è un terzino aggiunto. Luiz Felipe invece era chiamato ai ripetuti duelli in velocità contro De Paul e Lasagna, tutti stravinti dall’italo-brasiliano. La Lazio prende in mano il gioco dall’inizio della partita e lo abbandona a fine primo tempo. Ad inizio ripresa l’Udinese parte forte, ma i biancocelesti abbassano il baricentro e gestiscono senza subire mai. Eccezion fatta per un rigore inesistente che non farà rumore visto il risultato finale, ma per cui bisogna indignarsi. Tre rigori subiti, tutti discutibili e una difesa sempre più solida. Cambiano gli interpreti, ma non cala l’attenzione. Grazie al lavoro degli esterni , così come a quello di centrocampisti e attaccanti, la Lazio non si disunisce mai. Compattezza e velocità nel ribaltare il fronte area sembrano essere tornate le peculiarità di questa squadra. Nelle ultime uscite era venuta meno un po’ di brillantezza sotto porta, dettaglio non certo da sottovalutare. Anche ieri le azioni pericolose sono state tante, ma due gol sono bastati. La vittoria di ieri è un segnale positivo, in un periodo negativissimo. Dopo il successo con l’Inter la Lazio sembrava in ascesa, ma poi arrivò il crollo. Ora la Champions è distante tre punti. Non è né complicata né semplice. Servirà però ritrovare la miglior Lazio. Prima Chievo, poi Milan e di nuovo campionato contro la Sampdoria. Tre partite che diranno molto, anzi tutto sull’annata dei biancocelesti. Posto in Champions e Coppa Italia, la Lazio può e deve cambiare marcia, altrimenti questa sarà solo l’ultima di tante stagioni piene di rimpianti.