Belahyane rivela: «Nessuno avrebbe scommesso su di noi. Non guardiamo la classifica». Poi la frecciata agli ex allenatori
Hanno Detto

Belahyane rivela: «Nessuno avrebbe scommesso su di noi. Non guardiamo la classifica». Poi la frecciata agli ex allenatori

Il centrocampista si racconta ai microfoni de L’Équipe: dalla sorpresa per il primo posto alle difficoltà della passata stagione, fino al rapporto speciale con Gennaro Gattuso

La Lazio continua a sorprendere e tra i protagonisti dello straordinario avvio di stagione della formazione biancoceleste c’è anche Reda Belahyane. Il centrocampista marocchino ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano francese L’Équipe, pubblicata il 7 novembre 2026, nella quale ha analizzato il percorso della squadra di Gennaro Gattuso, attualmente al comando della Serie A con 28 punti dopo dieci giornate. Il classe 2004 ha parlato delle ambizioni del gruppo, delle difficoltà societarie affrontate negli ultimi mesi e soprattutto dell’impatto del nuovo allenatore sulla propria carriera. Particolarmente significative le parole dedicate alla fiducia ritrovata dopo un periodo complicato, durante il quale il centrocampista aveva faticato a trovare spazio e continuità. Un cambiamento che, secondo Belahyane, ha coinvolto non soltanto lui, ma l’intero spogliatoio biancoceleste.

Belahyane sorpreso dal primo posto: «Nessuno avrebbe scommesso su di noi»

Uno dei primi argomenti affrontati da Reda Belahyane riguarda il primato in classifica della Lazio, protagonista di un avvio di campionato superiore alle aspettative. Il centrocampista ha ammesso di essere rimasto sorpreso dai risultati, soprattutto considerando le difficoltà attraversate dalla società e il rendimento della passata stagione.

SUL PRIMO POSTO E LE AMBIZIONI DELLA LAZIO – «Se il primo posto è una sorpresa? Sì. Visto com’è andata la scorsa stagione, nessuno avrebbe scommesso su di noi. È un risultato storico, ma noi giocatori non guardiamo la classifica. Cerchiamo di isolarci all’entusiasmo che c’è intorno a noi. La cosa più importante è continuare a lavorare. La salvezza? Ora puntiamo a qualcosa di più.»

Un messaggio che evidenzia la volontà del gruppo di mantenere alta la concentrazione, evitando di lasciarsi condizionare dall’entusiasmo generato dai risultati. La squadra di Gattuso ha conquistato nove vittorie e un pareggio nelle prime dieci giornate, costruendo un vantaggio di tre punti sull’Inter. Nonostante il primato, Belahyane preferisce non indicare un obiettivo preciso, sottolineando soprattutto l’importanza della continuità.

Il centrocampista torna sulle difficoltà societarie: «Pensavano che saremmo finiti in zona retrocessione»

Nel corso dell’intervista, Belahyane ha ricordato anche il clima che accompagnava la Lazio prima dell’inizio del campionato. Le tensioni tra una parte della tifoseria e la dirigenza, insieme alle limitazioni sul mercato in entrata, avevano contribuito ad alimentare dubbi sulle prospettive della formazione biancoceleste.

SULLE DIFFICOLTÀ DEL CLUB – «Con tutti i problemi del club, il braccio di ferro tra tifosi e dirigenza, il blocco del mercato in entrata, in molti pensavano che ci saremmo ritrovati in zona retrocessione. È una bella soddisfazione smentirli. Stiamo affrontando ogni impegno con tutta la nostra aggressività e il nostro coraggio».

Parole che raccontano la soddisfazione del centrocampista per una squadra capace, secondo la sua lettura, di trasformare le difficoltà iniziali in una motivazione aggiuntiva. La Lazio è riuscita a costruire un rendimento positivo attraverso un gruppo che ha trovato continuità e fiducia sotto la guida del nuovo allenatore.

Il marocchino esalta Gattuso: «Mi ha dato molta fiducia, ti spinge a lottare per lui»

Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda il rapporto tra Reda Belahyane e Gennaro Gattuso. Il centrocampista ha attribuito al tecnico calabrese un ruolo fondamentale nella propria crescita, spiegando come il suo arrivo abbia cambiato la gestione dello spogliatoio e il coinvolgimento dei giocatori.

SULL’IMPATTO DI GATTUSO – «La mia titolarità? È merito soprattutto dell’arrivo del mister. Mi ha dato molta fiducia. È una persona che ti spinge a voler lottare per lui. Ci trasmette quella grinta che aveva da giocatore. Ed è capace di mantenere tutto il gruppo coinvolto. Ascolta tutti. Non ti lascia marcire in panchina senza mai rivolgerti la parola; capisce subito se c’è qualcosa che non va. Trova del buono in ogni giocatore e si percepisce che è sincero.»

Una descrizione che mette in evidenza soprattutto l’aspetto umano del lavoro dell’allenatore. Secondo Belahyane, la capacità di ascoltare i calciatori e coinvolgere anche chi trova meno spazio rappresenta uno dei principali punti di forza della gestione Gattuso.

Ultimissime Lazio LIVE: tutte le novità sui biancocelesti di Gattuso

La fiducia perduta: il riferimento ai precedenti allenatori

L’intervista a L’Équipe ha offerto a Belahyane anche l’occasione di ripercorrere uno dei momenti più difficili della propria esperienza in biancoceleste. Il giocatore ha raccontato di aver sofferto la mancanza di continuità nelle precedenti gestioni tecniche, arrivando a mettere in discussione le proprie capacità.

SULLE DIFFICOLTÀ DEL PASSATO E LA RINASCITA – «Se è il tipo di allenatore di cui avevamo bisogno? Direi di sì (sorride, ndr,). Speravo di giocare già da tempo; due allenatori precedenti non mi hanno dato fiducia, probabilmente perché non rientravo nei loro principi di gioco. A un certo punto la fiducia svanisce e iniziano i dubbi. Gattuso mi ha rimesso in campo, facendomi capire che non ero lì per caso».

Una riflessione personale che non rappresenta necessariamente una critica alle competenze dei precedenti allenatori, ma descrive la difficoltà del calciatore nel trovare spazio all’interno dei loro sistemi di gioco. Con Gattuso, invece, il marocchino ha ritrovato continuità, diventando un punto di riferimento nella gestione del centrocampo biancoceleste.

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×