
L’ex giocatore biancoceleste Giuseppe Pancaro applaude il lavoro che sta portando avanti l’allenatore Gennaro Gattuso e invita la società a blindare l’ex CT
La Lazio continua a sorprendere in questo avvio di stagione 2026/2027 e tra i principali estimatori del lavoro di Gennaro Gattuso c’è anche Giuseppe Pancaro. L’ex difensore biancoceleste, che ha condiviso con l’attuale allenatore l’esperienza al Milan, ha raccontato il carattere del tecnico calabrese, soffermandosi sui segreti della sua crescita e sulle prospettive della squadra capitolina.
Un’analisi che va oltre i risultati ottenuti nelle prime dieci giornate di campionato e che contiene anche un messaggio preciso alla società di Claudio Lotito: il futuro di Gattuso deve diventare una priorità.
Il rapporto tra i due ex compagni è rimasto solido anche dopo la conclusione delle rispettive carriere. Pancaro ha svelato un retroscena relativo alla scorsa estate, quando Gattuso aveva appena accettato la proposta della Lazio.
«Quando ho saputo che aveva accettato la proposta del club ci siamo incontrati e gli ho spiegato il clima che avrebbe trovato, gli ho confessato che la situazione ambientale non era il massimo ma che uno come lui poteva giovarsi di tutte queste problematiche perché è sempre stato un guerriero. Ebbene, Rino non ha avuto dubbi, in estate mi disse che era convinto di fare la scelta giusta e ora i fatti gli danno ragione. E vi garantisco che è un personaggio unico, che ha fatto del carattere la sua forza. Anche da giocatore, quando si poneva un obiettivo si metteva a lavorare fino alla sua conquista. E così sta facendo oggi, stiano tutti molto attenti alla Lazio perché non è una meteora. Ti diceva le cose in faccia, se era necessario, come penso faccia oggi da allenatore. La sua forza di volontà è straordinaria».
Pancaro non ha dubbi: «Gattuso sta facendo un capolavoro»
Uno dei passaggi più significativi riguarda la crescita professionale dell’allenatore. Secondo Pancaro, il tecnico è riuscito a trasformare le difficoltà incontrate nel corso della carriera in un punto di forza.
«Ha avuto alti e bassi, ha dovuto spesso lavorare in condizioni difficili ma la sensazione è che lui e la Lazio si siano trovati al momento giusto. Guardate che Gattuso sta facendo un capolavoro e in Nazionale ha avuto davvero sfortuna. Buffon aveva fatto la scelta giusta. Sono stato pochi giorni fa a giocare con Gianluigi e di Rino mi ha detto cose meravigliose non solo dal punto di vista caratteriale. È diventato un allenatore vero, ho visto la Lazio giocare come poche volte in vita mia».
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L’ex terzino si è poi concentrato sul futuro della panchina biancoceleste. Il contratto annuale di Gattuso rappresenta un tema che, secondo Pancaro, la dirigenza dovrebbe affrontare senza attendere la conclusione della stagione.
«Fossi un dirigente biancoceleste lo convocherei in fretta e mi metterei al tavolo per trattare. Gattuso farà gola a tanti, a fine stagione, e legarlo al club è la prima cosa da fare. Si è visto in queste prime dieci giornate quanto Rino riesca a dare alla squadra. Non pensate che sia solo una questione di feeling, la Lazio gioca e bene, si vede che è in grado di recitare anche copioni diversi. Nove partite non si vincono per caso».
«Perché gioca meglio degli altri, che magari la sottovalutano e non credono alla sua forza. Gattuso ha saputo valorizzare giocatori che erano stati emarginati come Noslin, Belahyane, Tavares e Isaksen. E non solo. Gattuso ha avuto il coraggio di lanciare un giovane come Floriani e ha inciso in molte scelte, quelle di Frattesi e Sutalo in particolare».
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Contestazione dei tifosi biancocelesti e sogno scudetto
Nella parte conclusiva dell’intervento, Pancaro ha affrontato anche due questioni centrali per l’ambiente biancoceleste: la profondità dell’organico e la frattura tra la tifoseria e la presidenza. Senza escludere, inoltre, la possibilità che la Lazio possa continuare a competere nelle posizioni più alte della classifica.
«Non sono d’accordo perché la Lazio ha un solo impegno a settimana e oggi ci sono fuori giocatori come Cataldi, Marusic, Rovella e Gudmundsson. Gattuso lo sapeva e sa anche, come sostengo io, che i tifosi non torneranno perché la frattura con Lotito è insanabile».
«Alla fine del girone di andata valuteremo dove si troverà la Lazio e giudicheremo. È un campionato senza padroni, l’Inter non è più come prima, la Roma ha tanti impegni, il Como sta nascendo adesso, Juve e Napoli arrancano, il Milan cerca un’identità. Attenzione, perché la Lazio è solida e gioca sempre con molto coraggio, non ha paura di nessuno, proprio come Rino».
Parole che testimoniano la fiducia di Pancaro nel progetto tecnico biancoceleste. Il messaggio è chiaro: Gattuso ha costruito una squadra competitiva, capace di valorizzare diversi elementi della rosa e di esprimere un’identità riconoscibile.