
Lazio, Cristian Brocchi promuove il lavoro di Gennaro Gattuso e sottolinea la crescita di Tavares, Zaccagni e degli altri biancocelesti. Parole che arrivano da chi ha condiviso con il tecnico anni di successi al Milan
C’è anche la firma di Gennaro Gattuso dietro la trasformazione della Lazio in questo avvio di stagione. Ne è convinto Cristian Brocchi, ex centrocampista biancoceleste che conosce molto bene l’attuale allenatore laziale, avendo condiviso con lui una lunga esperienza al Milan.
Intervistato da La Repubblica, Brocchi ha individuato uno dei principali meriti di Gattuso nella capacità di restituire fiducia e centralità a calciatori che, a suo giudizio, in passato non erano riusciti a esprimere pienamente il proprio potenziale.
Un’analisi che non si limita ai risultati, ma entra nel merito della gestione tecnica e della valorizzazione della rosa.
Lazio, Brocchi elogia Gattuso: «Con Sarri erano come leoni in gabbia»
Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda il confronto tra l’attuale gestione e quella di Maurizio Sarri.
Brocchi non mette in discussione il valore dell’ex allenatore biancoceleste, ma ritiene che alcuni giocatori abbiano trovato con Gattuso condizioni più favorevoli per esprimere le proprie caratteristiche.
Queste le sue parole a La Repubblica:
«Ha rivitalizzato calciatori forti che non avevano reso secondo il loro valore. Penso in particolare a Tavares e Zaccagni: con Sarri, che considero comunque un grande allenatore, erano come leoni in gabbia, Rino li ha liberati e ora fanno la differenza. Anche Noslin, Isaksen e lo stesso Taylor rendono molto di più. Provstgaard non giocava, adesso è un titolare».
L’espressione «leoni in gabbia» è particolarmente forte. Secondo Brocchi, dunque, la differenza non risiede tanto nella qualità degli interpreti, quanto nella possibilità di sfruttarne le doti all’interno di un sistema di gioco più adatto.
Lazio, da Tavares a Zaccagni: i giocatori valorizzati da Gattuso
I primi due nomi indicati da Brocchi sono Nuno Tavares e Mattia Zaccagni, protagonisti della crescita offensiva della Lazio.
Il portoghese può sfruttare la propria progressione sulla fascia, ma anche accentrarsi e partecipare alla costruzione delle azioni. Una libertà di movimento che ne ha aumentato il peso nella manovra biancoceleste.
Zaccagni, invece, si sta distinguendo non soltanto per la capacità di saltare l’uomo e cercare la porta, ma anche per il contributo offerto ai compagni. I suoi cinque assist nelle prime nove giornate testimoniano quanto sia diventato importante nella creazione delle occasioni.
Brocchi allarga poi il discorso a Gianluca Noslin, Gustav Isaksen e Kenneth Taylor. Tre calciatori differenti per caratteristiche, accomunati però, secondo l’ex centrocampista, da un rendimento superiore rispetto al passato.
Particolarmente significativo è anche il riferimento a Oliver Provstgaard, passato da una posizione marginale a un ruolo stabile nella formazione titolare.
Il messaggio è chiaro: per Brocchi, Gattuso non ha semplicemente trovato una squadra competitiva, ma ha contribuito a cambiare il rendimento di diversi elementi già presenti nell’organico.
Lazio, Brocchi e Gattuso: dalla stanza 42 di Milanello alle vittorie in Champions League
Le parole di Brocchi acquistano ancora più valore se si considera il rapporto che lo lega a Gattuso. I due hanno condiviso lo spogliatoio del Milan per sei stagioni, tra il 2001 e il 2005 e poi dal 2006 al 2008, diventando amici oltre che compagni di squadra.
Insieme a Christian Abbiati occupavano la celebre stanza 42 di Milanello, diventata uno dei simboli dell’amicizia nata all’interno del gruppo rossonero. Un legame costruito tra allenamenti, sacrifici e successi, in un Milan che aveva tra i propri protagonisti campioni come Maldini, Pirlo, Kakà e Seedorf.
Il palmarès condiviso da Brocchi e Gattuso comprende due Champions League, conquistate nel 2003 e nel 2007, lo Scudetto 2003/04, la Coppa Italia 2002/03, la Supercoppa italiana 2004, la Supercoppa UEFA 2007 e il Mondiale per club 2007.
Proprio la finale di Champions del 2003 contro la Juventus racconta qualcosa del loro rapporto. Brocchi, pur sapendo che avrebbe giocato Gattuso al suo posto, ha ricordato anni dopo di averlo sostenuto e aiutato a prepararsi alla partita. Un episodio che testimonia la fiducia reciproca e lo spirito di gruppo di quella squadra.
Per questo il giudizio dell’ex laziale non arriva da un osservatore qualsiasi: Brocchi conosce il carattere di Gattuso, la sua mentalità e il modo in cui affronta le difficoltà.
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Lazio, la forza di Gattuso secondo Brocchi: far rendere al massimo chi ha già in rosa
Il punto centrale delle dichiarazioni dell’ex centrocampista è la capacità di Gattuso di incidere sul rendimento dei singoli senza dover necessariamente cambiare tutti gli interpreti.
La crescita di Isaksen, la continuità di Zaccagni, la pericolosità di Tavares e lo spazio conquistato da Provstgaard rappresentano, nella lettura di Brocchi, altrettanti esempi di un allenatore che ha saputo individuare le caratteristiche da valorizzare.
Il paragone con Sarri è netto, ma non equivale a negarne le qualità. Brocchi distingue il valore dell’allenatore dal rendimento che determinati giocatori possono offrire all’interno di un preciso sistema tattico.
La Lazio, intanto, è arrivata a 25 punti nelle prime dieci giornate, con sei vittorie consecutive e il primo posto solitario in Serie A.
Un rendimento che rafforza il giudizio espresso dall’ex centrocampista. E proprio perché conosce Gattuso dai tempi delle grandi vittorie rossonere, il suo elogio assume un significato particolare: per Brocchi, il merito di Rino non è soltanto aver dato carattere alla Lazio, ma aver trovato il modo di far emergere il talento dei suoi calciatori.