
Lazio, l’ex presidente Sergio Cragnotti promuove il terzino portoghese e racconta la sorpresa per il lavoro di Gennaro Gattuso: due giudizi che fotografano il momento dei biancocelesti
Il ritorno di Sergio Cragnotti allo Stadio Olimpico coincide con uno dei momenti più entusiasmanti della recente storia della Lazio. L’ex presidente biancoceleste, tornato sugli spalti già a settembre, ha assistito anche alla vittoria contro il Cagliari, che ha portato la squadra di Gennaro Gattuso in vetta solitaria alla Serie A con 25 punti. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Cragnotti ha espresso giudizi particolarmente positivi su due protagonisti dell’attuale stagione: Nuno Tavares e lo stesso allenatore. Il portoghese viene considerato un giocatore di livello internazionale, mentre il tecnico ha sorpreso l’ex patron per la propria evoluzione rispetto agli anni da calciatore.
Lazio, Cragnotti incorona Tavares: il portoghese è un giocatore da Real Madrid
Tra i calciatori dell’attuale Lazio, quello che ha maggiormente impressionato Cragnotti è Nuno Tavares. L’ex presidente non ha avuto esitazioni nell’indicare il terzino portoghese come un elemento di qualità superiore, soffermandosi soprattutto sulla sua capacità di rendersi pericoloso in differenti zone del campo. Queste le sue parole a La Gazzetta dello Sport:
«Sì, almeno uno: Tavares. Giocatore straordinario sia quando attacca sulla fascia sia quando si accentra. Sono d’accordo con Gattuso quando dice che è da Real Madrid».
Un’investitura importante, soprattutto considerando che arriva da un dirigente che durante la propria presidenza ha visto indossare la maglia biancoceleste a numerosi campioni internazionali.
l riferimento al Real Madrid non nasce dunque da una semplice valutazione sulla velocità del portoghese, ma riguarda il suo contributo complessivo alla manovra offensiva.
Lazio, Tavares convince Cragnotti: non soltanto corsa e spinta sulla fascia
Le caratteristiche evidenziate dall’ex presidente aiutano a comprendere perché Tavares sia diventato uno dei punti di forza della squadra di Gattuso. Il portoghese non si limita ad accompagnare l’azione lungo la linea laterale. Quando trova spazio, può anche accentrarsi e partecipare allo sviluppo del gioco in zone nelle quali un terzino tradizionale tende a muoversi meno frequentemente. Una versatilità che costringe gli avversari a prestargli particolare attenzione.
I numeri confermano il peso del suo contributo offensivo: nelle prime otto giornate di campionato aveva già collezionato un gol e quattro assist, partecipando direttamente a diverse reti biancocelesti.
Il giudizio di Cragnotti assume quindi un significato preciso. Nell’attuale Lazio, l’ex patron riconosce un calciatore capace di fare la differenza non soltanto attraverso le qualità atletiche, ma anche grazie alle scelte compiute durante la partita. Un riconoscimento che si aggiunge agli elogi già riservati al portoghese dallo stesso Gattuso.
Lazio, Cragnotti sorpreso da Gattuso: «Ha completamente cambiato il suo modo di fare calcio»
Se il giudizio su Tavares riguarda il talento individuale, quello su Gattuso è legato soprattutto al lavoro svolto in panchina. Cragnotti ha ammesso di non aspettarsi un’evoluzione simile da parte dell’allenatore, ricordando le caratteristiche che lo distinguevano quando giocava. Queste le sue dichiarazioni:
«Sinceramente no. Da giocatore era uno tutto grinta e generosità. Da allenatore ha completamente cambiato il suo modo di fare calcio. Gli vanno solo fatti i complimenti per quello che è riuscito a creare. E mi auguro che continui così a lungo».
Parole che vanno oltre il semplice apprezzamento per i risultati ottenuti. L’ex presidente sottolinea infatti la distanza tra l’immagine di Gattuso calciatore, identificato soprattutto con determinazione e spirito di sacrificio, e quella dell’allenatore che oggi guida la Lazio. Un tecnico capace di costruire una squadra produttiva in attacco, organizzata e soprattutto continua nei risultati.
Lazio, il giudizio di Cragnotti racconta la crescita della squadra di Gattuso
Il dato più interessante dell’intervista è proprio il collegamento tra i due protagonisti scelti da Cragnotti. Da una parte c’è Tavares, un giocatore che rappresenta la qualità individuale della rosa. Dall’altra Gattuso, l’allenatore che sta riuscendo a valorizzare quelle qualità all’interno di un progetto collettivo.
La Lazio è arrivata al primo posto in classifica attraverso un rendimento che ha sorpreso anche chi conosce profondamente la storia del club. Dopo dieci giornate, i biancocelesti hanno conquistato 25 punti, segnando 22 reti e mettendo insieme una serie di sei vittorie consecutive.
Numeri che spiegano perché il lavoro dell’allenatore stia ricevendo consensi sempre più ampi. Per Cragnotti, che ha vissuto da protagonista uno dei periodi più importanti della storia laziale, il ritorno all’Olimpico offre anche l’occasione di osservare una squadra nuovamente capace di alimentare grandi aspettative.
Senza azzardare paragoni tra epoche differenti, le sue parole restituiscono un’immagine chiara del presente biancoceleste: un talento come Tavares può ambire ai massimi livelli, mentre Gattuso sta dimostrando di saper costruire qualcosa che va ben oltre la grinta che lo contraddistingueva da giocatore.