Lazio-Cagliari, Marelli boccia Colombo sul gol di Pinamonti: «La decisione più corretta sarebbe stata quella di interrompere il gioco»
Hanno Detto

Lazio-Cagliari, Marelli boccia Colombo sul gol di Pinamonti: «La decisione più corretta sarebbe stata quella di interrompere il gioco»

Lazio-Cagliari, l’ex arbitro Luca Marelli analizza gli episodi arbitrali dell’Olimpico: dubbi sulla rete del 2-1 dopo la pallonata a Deiola, mentre giudica corretta la mancata concessione del rigore nel primo tempo

Non mancano le polemiche arbitrali dopo Lazio-Cagliari. A finire sotto la lente d’ingrandimento di Luca Marelli è soprattutto l’azione che ha portato alla rete del 2-1 di Andrea Pinamonti, arrivata mentre Alessandro Deiola si trovava a terra dopo essere stato colpito violentemente al volto da una conclusione di Dele-Bashiru. Secondo l’ex arbitro, il direttore di gara Colombo avrebbe dovuto interrompere il gioco per consentire i soccorsi al centrocampista rossoblù.

Marelli si è soffermato anche sul contatto tra Fazzini e Frattesi al 43′, per il quale la Lazio aveva chiesto un calcio di rigore, e sui due episodi che hanno portato all’espulsione di Hien nel finale.

Lazio-Cagliari, Marelli sul gol di Pinamonti: Colombo avrebbe dovuto fermare il gioco

L’episodio più discusso arriva all’83′, quando una conclusione ravvicinata di Dele-Bashiru colpisce in pieno volto Deiola. Il centrocampista del Cagliari rimane a terra, ma l’arbitro lascia proseguire l’azione e la Lazio trova il gol del 2-1 con Pinamonti.

Secondo Marelli, l’errore non riguarda un’infrazione direttamente collegata alla rete, bensì la mancata interruzione del gioco per tutelare l’incolumità del calciatore.

Di seguito le sue parole integrali:

«43esimo minuto, la Lazio chiede un calcio di rigore per un contatto tra Fazzini e Frattesi. Dobbiamo tenere molto ben presente il movimento di Fazzini. Come vedete, non c’è alcun movimento di Fazzini verso Frattesi. È Frattesi che allarga la gamba, probabilmente per cercare di proteggere l’arrivo del pallone e, naturalmente, in questa in questo modo viene creato il contatto. Qua lo vediamo molto bene in questa lente che è perfetta. Vedete che c’è nessun movimento da parte di Fazzini verso il giocatore. Prosegue nella sua corsa dritta, anzi, un movimento dritto, dritto per dritto.

Dopodiché Frattesi, naturalmente allargando la gamba, abbiamo visto molto bene il movimento allargarsi di Frattesi e della gamba, crea il contatto, perché giustamente non è stato non è stato concesso il calcio di rigore. Questa è la prima ammonizione invece di Isaksen, si tratta di imprudenza e pochi minuti dopo, al 90esimo minuto, Isaksen scappa sulla fascia laterale, Hien viene saltato, allunga la gamba, ancora una volta imprudenza, seconda ammonizione e cartellino rosso conseguente, corretti entrambi. Poi c’è anche la prestazione di Isaksen. È un giocatore più maturo, è un giocatore che non soffre la responsabilità che Gattuso gli ha messo sulle sue spalle, sa benissimo di essere apprezzato dall’allenatore, ma è altrettanto vero, secondo me, che ha avuto bisogno di un po’ di tempo in più per capire veramente la sua forza.»

La distinzione evidenziata dall’ex arbitro è importante: Colombo avrebbe dovuto fermare l’azione, ma il VAR non aveva la possibilità di intervenire per correggere quella valutazione. L’eventuale errore resta quindi attribuito esclusivamente alla direzione di gara.

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Lazio-Cagliari, Marelli sul rigore chiesto dai biancocelesti e sull’espulsione di Hien

L’altro episodio analizzato riguarda il 43′ del primo tempo, quando la Lazio reclama un calcio di rigore per un contatto tra Fazzini e Frattesi.

In questo caso, Marelli considera corretta la decisione di non assegnare il penalty. Secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato Frattesi ad allargare la gamba, provocando il contatto con Fazzini, che stava proseguendo la propria corsa.

Nello stesso intervento vengono esaminati anche i due cartellini gialli ricevuti da Hien, il secondo dei quali arrivato al 90′ dopo un intervento su Isaksen.

Riportiamo integralmente anche il secondo passaggio fornito, che comprende l’analisi arbitrale e il successivo dialogo in studio:

«All’83esimo minuto, su un tiro di Dele-Bashiru il pallone spatte molto violentemente sul volto di Deiola. L’azione continua, nonostante ci sia il giocatore a terra, evidentemente Colombo non si è reso conto che il pallone ha colpito molto violentemente il volto di Deiola, che tra l’altro ci ha messo parecchio poi a riprendersi. Sul proseguo dell’azione, la Lazio segna la rete del 2-1. Naturalmente in questa circostanza è l’arbitro che deve interrompere il gioco, proprio perché si tratta di un colpo al volto, e come sappiamo il volto è tutelato particolarmente, non tanto nel regolamento perché non c’è una voce specifica nel regolamento, ma delle linee guida proprio per la sicurezza dei giocatori: un colpo al volto può essere pericoloso e va tutelato, soprattutto con delle dei soccorsi che siano il più veloci possibili.

Probabilmente in questa circostanza Colombo ha pensato che il pallone abbia sbattuto non sul volto, ma sul petto oppure su una spalla o su qualche altra parte del corpo. In realtà la sa- la la decisione più corretta sarebbe stata quella di interrompere il gioco. Naturalmente il VAR non può intervenire, perché non fa parte questa specificità dei casi nei quali il VAR può intervenire e rimane semplicemente una un errore di valutazione da parte dell’arbitro. Abbiamo visto poi Deiola ci ha messo parecchio a rimettersi in piedi, proprio perché il pallone, scagliato con molta forza da Dele-Bashiru da altra distanza molto ravvicinata, lo ha colpito direttamente e violentemente al volto.»

Lazio-Cagliari, il giudizio di Marelli: un errore di Colombo, ma VAR senza responsabilità

Dall’analisi di Marelli emergono valutazioni differenti sui principali episodi della partita.

Sul contatto tra Fazzini e Frattesi, l’ex arbitro ritiene giusta la mancata concessione del rigore. Anche i due provvedimenti disciplinari che hanno portato all’espulsione di Hien vengono considerati corretti.

La valutazione cambia invece sull’azione del gol di Pinamonti. Per Marelli, la violenza della pallonata ricevuta da Deiola avrebbe richiesto l’interruzione immediata del gioco, indipendentemente dallo sviluppo successivo dell’azione.

Il punto centrale riguarda dunque la sicurezza del calciatore, non un possibile intervento della tecnologia. Come spiegato dall’ex arbitro, il VAR non può correggere ogni decisione presa sul terreno di gioco, ma soltanto quelle che rientrano nelle specifiche situazioni previste dal protocollo.

Rimane così una valutazione contestata di Colombo, in una partita nella quale gli episodi arbitrali hanno inevitabilmente alimentato il dibattito anche dopo il fischio finale.

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