Il rimpianto dell'ex Castrovilli: «Se tornassi indietro resterei alla Lazio. Io post Luis Alberto? Non sentivo la pressione!»
Hanno Detto

Il rimpianto dell’ex Castrovilli: «Se tornassi indietro resterei alla Lazio. Io post Luis Alberto? Non sentivo la pressione!»

L’ex centrocampista della Lazio Gaetano Castrovilli torna a parlare della sua esperienza nella Capitale e svela un clamoroso rimpianto

Il passato alla Lazio continua a occupare un posto importante nei pensieri di Gaetano Castrovilli. L’ex centrocampista biancoceleste, arrivato nella Capitale nell’estate del 2024 dopo l’esperienza alla Fiorentina, è tornato a raccontare alcuni passaggi della sua carriera in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport.

Una scelta che, con il senno di poi, il giocatore avrebbe gestito diversamente. Castrovilli ha infatti ammesso di essersi trovato particolarmente bene nell’ambiente laziale, sia dal punto di vista personale sia nel rapporto con i compagni.

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Castrovilli e il rimpianto per l’addio dopo sei mesi

Il primo argomento affrontato riguarda proprio l’esperienza vissuta con la maglia della Lazio. Un’avventura iniziata con entusiasmo, ma conclusa anticipatamente anche a causa della volontà di trovare maggiore continuità sul terreno di gioco.

«Un altro capitolo che fa ancora male. Sono rimasto sei mesi ma sono stato benissimo, c’era un gruppo stupendo e anche mia moglie si trovava bene. Poi ho fatto la pulizia al ginocchio e ho deciso di andare a Monza per giocare di più. Anche lì mi sono trovato bene ma se tornassi indietro cambierei resterei, almeno per tutta la stagione».

Parole che evidenziano un rimpianto significativo. Nonostante la breve permanenza, Castrovilli conserva un ricordo positivo dello spogliatoio biancoceleste e dell’ambiente trovato nella Capitale. La possibilità di giocare con maggiore regolarità lo aveva spinto verso Monza, ma oggi l’ex viola riconosce che avrebbe preferito completare almeno l’annata con la Lazio.

Il confronto con Luis Alberto e le difficoltà degli ultimi anni

Un altro tema dell’intervista riguarda le aspettative che avevano accompagnato il suo arrivo a Roma. Dopo l’addio di Luis Alberto, il centrocampista era stato inevitabilmente accostato allo spagnolo, diventato negli anni uno dei principali riferimenti tecnici della squadra biancoceleste.

Un paragone impegnativo, che tuttavia non avrebbe mai condizionato il giocatore. Castrovilli ha spiegato di non aver sofferto particolarmente la pressione esterna, individuando piuttosto nella perdita della spensieratezza una delle difficoltà maggiori incontrate nel suo percorso recente.

«No, io la pressione non l’ho mai sentita. Quando vado in campo sono sempre spensierato come quando da piccolo giocavo per strada. E negli ultimi due anni questa spensieratezza era venuta a mancare. Ora sento che quel bambino è tornato e non vedo l’ora di ricominciare».

il sogno di tornare alla Fiorentina con la fascia da capitano

Nell’ultima parte dell’intervista, Castrovilli ha rivolto lo sguardo al futuro. Il centrocampista ha espresso il desiderio di tornare a divertirsi in campo, confidando anche un sogno legato alla Fiorentina, società nella quale ha vissuto alcune delle stagioni più importanti della propria carriera.

«Ritornare a divertirsi e a far divertire. E poi, una notte ho sognato che tornavo a Firenze. Avevo la numero 10, ero capitano. Mi è piaciuto tanto come sogno». Una confessione che testimonia il legame ancora forte con il club viola, pur senza rappresentare un’indicazione concreta su un possibile trasferimento.

Le dichiarazioni di Castrovilli restituiscono dunque il racconto di un calciatore desideroso di ritrovare continuità e serenità. Nel suo percorso resta anche il rimpianto per l’addio anticipato alla Lazio: una parentesi durata soltanto sei mesi, ma evidentemente capace di lasciare un ricordo importante nell’ex centrocampista biancoceleste.

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