
Pastore racconta il valore della memoria storica nel suo lavoro e il percorso che ha portato il progetto digitale a conquistare un pubblico sempre più giovane
La conoscenza della storia, la capacità di leggere il presente attraverso il passato e la nascita di nuovi modelli di racconto sportivo. Sono alcuni dei temi affrontati da Giuseppe Pastore, giornalista e volto di Cronache di Spogliatoio, nell’intervista esclusiva concessa a CalcioNews24.
Dopo aver analizzato l’evoluzione del giornalismo tra carta stampata, televisione e digitale, Pastore ha raccontato quanto la memoria calcistica sia uno strumento fondamentale per interpretare le dinamiche attuali e spiegato le ragioni del successo dei nuovi format rivolti alle generazioni più giovani.
Ultimissime Lazio LIVE: il retroscena su Pinamonti e le novità su Noslin
Pastore e la sua formidabile memoria storica
STORIA – «Conta tantissimo conoscere la storia in generale. Io ero appassionato fin da bambino della storia raccontata nei libri di scuola, soprattutto quella moderna e contemporanea. La storia del calcio è uno strumento fondamentale per capire le dinamiche che si ripetono nel tempo».
PASSATO E PRESENTE – «Al di là dei cambiamenti storici ed economici, molte situazioni nel calcio tornano sempre sotto forme diverse. Abbiamo spesso nuovi protagonisti arrivati dall’estero, magari poco esperti del calcio italiano, che proprio per questo dovrebbero essere accompagnati da un supporto costante».
DIRIGENTI – «La storia è importante anche per chi amministra il calcio. Presidenti e dirigenti dovrebbero conoscerla perché aiuta a comprendere meglio determinati contesti. Anche per fare giornalismo è fondamentale: il calcio esiste da 150 anni e non si può raccontare un fatto senza inserirlo dentro una prospettiva più ampia».
EVOLUZIONE – «Nessuno nel calcio attuale ha inventato il gioco. Qualcuno lo ha reinventato, penso per esempio a Guardiola, ma anche lui è l’evoluzione di un pensiero che esiste da 50 o 60 anni. È un tassello di una storia molto più grande».
PRECEDENTI – «Ogni vicenda ha dei precedenti, anche se il calcio riesce sempre a sorprenderti e a creare scenari nuovi. La storia non dà sempre risposte, spesso lascia soltanto curiosità nascoste, ma ogni tanto offre lezioni importanti che bisogna saper cogliere».
DIGITALE – «Secondo me tutto nasce dall’esistenza di un vuoto. La maggior parte dei programmi televisivi tradizionali è rivolta a un pubblico più adulto, spesso dai 45 anni in su. Anche l’età media di chi guarda la televisione è sempre più alta».
PROGETTO – «Il mondo YouTube e quello dei social, invece, hanno un pubblico molto più giovane. L’idea di Cronache di Spogliatoio non nasce da me: sono stato coinvolto alcuni anni fa, ma il progetto nasce dalla visione di Giulio Incagli e Stefano Bagnasco, che hanno intuito prima di altri le potenzialità giornalistiche di questo mondo».
FORMAT – «Di pagine calcistiche sui social ce ne sono sempre state tante, soprattutto legate all’intrattenimento e ai meme. La vera differenza è stata creare qualcosa di alternativo ai grandi broadcaster, costruendo una struttura editoriale vera, con una redazione, tempi, turni e un’organizzazione».
PUBBLICO – «Il mezzo cambia, la piattaforma cambia, ma l’abitudine delle persone non cambia: c’è sempre bisogno di un appuntamento, di un riferimento che raccolga gli appassionati».
LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA A GIUSEPPE PASTORE SOLO SU CALCIONEWS24!