Hanno Detto
Conferenza stampa Frattesi: «Questa è la mia crociata, amo le cose impossibili. Ho una mentalità vincente!

Conferenza stampa Frattesi: il giocatore della Lazio interviene dopo la partita contro il Genoa! Le dichiarazioni
Davide Frattesi, giocatore della Lazio, interviene in conferenza stampa nel post partita della gara valevole per il 2° turno di Serie A 2026/27 contro il Genoa! Vi proponiamo le sue dichiarazioni riprese da TMW:
LA CONFERENZA STAMPA DI FRATTESI
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OCCASIONE LAZIO – «Mister Gattuso mi ha preso sullo sfinimento, mi ha chiamato cento volte (ride, ndr). C’era un rapporto già con la nazionale dove mi aveva convocato a settembre, si è presentata questa occasione e credo che a 26 anni sia il momento di prendersi delle responsabilità che purtroppo all’Inter non avevo. Sentivo di potermele prendere e ho cercato un posto dove potevo prenderle. Sognare così forse era troppo, il primo sogno era Bologna».
PUNTO DI RIFERIMENTO – «Cercavo questo, a me piacciono le cose impossibili. Questa è la mia crociata, da una cosa impossibile cercherò di fare quello che voglio fare e sono arrivato qui per questo».
GRUPPO – «Io sono uno che rompe abbastanza le scatole, ero abituato a un certo tipo di impostazione. Su all’Inter hanno una mentalità diversa perché sono abituati a vincere, io rompo le scatole su alcune cose perché magari non servono, ma se riesci ad aggiungere anche solo lo 0,1% può aiutare. Poi si parla di questo maledetto derby, ma sono sei punti su 38 giornate e non si deve pensare solo a questo. Sto cercando di portare una mentalità più del nord, è strano anche se sono di Roma, ma sono abituato a un ambiente dove si vince e voglio portare questa mentalità».
SINGOLI – «I ragazzi italiani già li conoscevo, gli stranieri hanno altre qualità come Nuno che va a 300 all’ora. La cosa importante è la personalità, il gruppo italiano è molto sano. Taylor è molto bravo, Dia è molto criticato ma credo che il suo lo abbia fatto bene a Bologna e mi piace come giocatore. Finché si vince non rompiamogli le scatole perché è inutile, un calciatore deve andare in fiducia ed è un discorso che facevo anche quando stavo all’Inter».