Tifosi Celtic a Roma: tensione per concerto a loro riservato

Frimpong
© foto www.imagephotoagency.it

Tensioni riguardanti l’arrivo dei tifosi scozzesi

Come riportato da Il Messaggero, sono già arrivati settemila, ma potrebbero salire a novemila i supporter del Celtic che da Glasgow (e non solo) fanno rotta su Roma e sull’Olimpico per il match di Europa League con la Lazio in programma domani sera, fischio d’inizio alle 18,55. L’onda bianco-verde ha acceso l’allerta nella Capitale soprattutto per il grande evento tutto birra e musica che andrà in scena stasera nei locali del centro sociale Intifada a Casal Bruciato: Rome calling, Roma chiama, recitava il refrain messo in campo dai compagni sulle piattaforme social già da settembre per attirare nell’ex scuola occupata la tifoseria filo-irlandese e dalla matrice proletaria e di sinistra, conosciuta in tutta Europa. Calcio, politica & business. L’happening con drink (birra grande a 5 euro e long drinks, birra e coca cola, a 5 euro come è stata pubblicizzata) aprirà le porte a partire dalle 18 ed è già da settimane completamente sold-out, tanto che gli organizzatori hanno fatto girare volantini in cui si raccomanda di non presentarsi a Casal Bruciato, perché non saranno permessi altri ingressi. Proponendo a chi fosse comunque intenzionato a trascorrere una serata (alcolica) tutti insieme, di darsi appuntamento per ieri sera al Sally Brown, un pub di San Lorenzo.

UEFA ATTENTA – Per oggi, come per domani nel dopo partita, l’allerta è alta per possibili tensioni con gli ultras della Lazio. Nel match di andata, al Celtic Park, nessun incidente prima e dopo la partita. Ma la tifoseria laziale era stata accolta dalle Green Brigade (la parte più oltranzista) con un insulto scritto su mega-striscione apparso nella Curva: una bandiera raffigurante Benito Mussolini giustiziato a piazzale Loreto e la scritta Segui il tuo leader e una coreografia che ricordava molto la simbologia delle Brigate Rosse. La Uefa ha aperto un fascicolo d’indagine su questi episodi e su alcuni cori proibiti fatti dai laziali. Nessuna conseguenza per i saluti romani fatti sempre dai biancocelesti per le via di Glasgow (lontani dallo stadio e quindi non sanzionabili). Entrambe le tifoserie sono sotto la lente d’ingrandimento di Nyon. Il timore di frizioni a sfondo politico non è certamente da scartare.