Saponara e il gol alla Lazio: «Mai provata un’emozione così!». E sul rigore…

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Riccardo Saponara racconta il gol siglato al 99′: Lazio-Sampdoria è finita tra le partite più emozionanti della sua carriera

«Al gol sono impazzito e i tifosi mi hanno tolto anche le mutande», sono state queste le dichiarazioni di Riccardo Saponara al termine di Lazio-Sampdoria. Segnare una rete al 99′ non accade tutti i giorni, per questo il trequartista di Forlì è diventato un eroe per la tifoseria blucerchiata. Un’esultanza senza limiti che è valsa il cartellino giallo meno amaro della sua carriera: «Per la prima volta che ho tolto la maglietta dopo avere segnato. Si è trattato di un piccolo ma significativo step anche nei confronti di me stesso», ha raccontato il protagonista alle colonne de Il Secolo XIX. L’intervista poi continua: «Sono corso dai nostri tifosi, mi hanno travolto. Indimenticabile. E poi, dai, sarebbe stato ingiusto perdere. Anche se ci siamo andati vicini. Il rigore di Immobile ci aveva tagliato le gambe e quando abbiamo battuto a centrocampo dentro la squadra si respirava più sfiducia che rabbia, anche perché eravamo consapevoli che mancavano al massimo un paio di minuti. Un punto a testa premia un tempo a testa. Samp fortunata? Sì, ma te la vai cercare la fortuna. Il rigore assegnato alla Lazio? È stato eccessivo, però con il senno di poi ci ha fatto guadagnare ancora quel paio di minuti di recupero…».

GOL ALLA IBRAHIMOVIC – Saponara infine descrive il suo gesto atletico: «Non volevo fare toccare terra alla palla e quindi potevo colpirla solo in quel modo. Non ho visto dov’era Strakosha, ma ho immaginato che fosse un po’ fuori dai pali. Mi sono concentrato sulla palla. E quando è entrata fisicamente dentro la porta della Lazio, ancora per un attimo non ci ho creduto. Un’emozione fortissima, la più forte finora provata su un campo di calcio. Ma una fetta di merito va a Kownacki. Ha alzato la palla nel modo migliore». E la beffa suona ancora più forte per la Lazio dopo queste parole: «Giampaolo mi ha fatto scaldare quasi tutto il secondo tempo e quando ho visto passare la mezz’ora mi ero ormai convinto che non sarei entrato. Quando mi ha chiamato per il cambio, la Lazio stava spingendo a manetta. Sono stato un po’ travolto, mi accorgevo di essere confusionario e ho perso anche alcune palle di troppo, non da me. Ma dopo il 2-1, in quei due minuti finali ho improvvisamente trovato energie fisiche e mentali che pensavo invece di non avere».