Hanno Detto
Piccari: «Lotito ha calpestato la storia della Lazio e sta allontanando chi ama questa squadra!»

Marco Piccari ha rivolto delle dichiarazioni contro il presidente della Lazio Claudio Lotito tramite una lettera aperta
Il Tempo continua a dare spazio ai tanti tifosi della Lazio, siano essi giornalisti o ex calciatori, che hanno voglia di dare voce al proprio malcontento. E’ il turno del giornalista, di nota fede biancoceleste, Marco Piccari, il quale ha rivolto la sua personale critica contro Claudio Lotito tramite una lettera aperta. Le sue parole:
«Caro Direttore, comincio con il ringraziarla per questa opportunità che mi ha concesso. Non scrivo una lettera da molto. Oggi, d’altronde, è tutto veloce, si scrivono messaggi brevi e il tempo ha divorato tutto. L’ultima lettera che ho scritto risale a tanti anni fa: fu una lettera d’amore a quella che poi è diventata mia moglie. E anche questa è una lettera d’amore, rivolta a una squadra e a un mondo, quello della Lazio, che oggi sta soffrendo, e tanto.
Voglio scrivere queste righe dividendole in due momenti. Nella prima parte scrivo da appassionato e tifoso di una squadra che ho conosciuto da bambino, verso la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, grazie a mio padre. Lui mi ha portato allo stadio in anni difficili, quando le soddisfazioni erano poche e i grandi calciatori ancora meno. Eppure, in campo davano sempre tutto e i tifosi erano costantemente presenti. La passione era forte e la voglia di essere laziali superava sconfitte e delusioni. Ricordo che papà, nonostante tutto, era felice di seguire la Lazio, e quella felicità era contagiosa.
La domenica mattina, prima di partire, ascoltavamo l’inno e poi, con la bandiera, ci avviavamo verso lo stadio. Con noi in macchina veniva sempre Silvano, un amico non vedente che non mancava mai. Diceva di venire a vedere la sua Lazio. Era una persona stupenda, profondamente laziale. Erano anni incredibili: si vinceva, si perdeva, si retrocedeva, ma allo stadio il popolo laziale era sempre presente. Perché la Lazio è qualcosa di speciale, che va oltre tutto. È una storia fatta di sentimenti, di cadute, di lutti; è qualcosa di cui, una volta conosciuta, non puoi più fare a meno.
Allontanarsi dalla Lazio mi sembrava impossibile, e invece è successo. Il primo segnale mi è arrivato da mio padre. Lui non ha mai condiviso la gestione attuale fin dall’inizio. Non è mai entrato in sintonia con il suo modo di fare, troppo distante dalla passione e dalla lazialità. Perché la Lazio non è solo una questione di vittorie: è un modo di essere, un sentimento forte che supera ogni difficoltà; è una storia di uomini che merita rispetto. Ed è proprio questo che oggi manca. Nella Lazio di oggi il presidente ha fatto sparire il sentimento, ha calpestato tutto. La storia di questa squadra e dei suoi tifosi merita, prima di tutto, rispetto.
Ed è qui che si consuma la più grande sconfitta del presidente Lotito. Nessuna campagna acquisti potrà colmare questa profonda frattura. Mi dispiace molto per le nuove generazioni che lui sta allontanando. Mi dispiace per mia figlia, che ha quattordici anni, e per mio padre, che si avvicina agli ottanta: entrambi stanno rinunciando alla Lazio, così come l’amico Silvano. Un disastro affettivo che la Lazio non meritava.
Nell’ultima parte di questa lettera scrivo da direttore di TMW Radio e posso testimoniare che, nella trasmissione Maracanà, dove si parla di tutte le squadre, affrontare l’argomento Lazio è diventato complicato e persino pesante. Parlare di calcio associando la parola Lazio è ormai difficile. Ma c’è una cosa che posso testimoniare con certezza: i tifosi di tutte le squadre sono vicini ai laziali.
Spesso mi scrivono che un presidente deve rispettare i tifosi e la squadra. È una vicinanza che mi colpisce profondamente. Presidente, questi valori non si comprano. Ed è qui che ha fallito. È tempo di farsi da parte, per permettere alla vera lazialità di tornare a respirare».
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