News
Malagò nominato nuovo presidente della FIGC: inizia l’era del rilancio

Giovanni Malagò ha vinto l’elezione contro Abete per la presidenza della FIGC, l’ex Coni prende il comando del calcio italiano per rivoluzionarlo
Il calcio italiano volta pagina. Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC e si prepara ad aprire un ciclo che dovrà segnare una netta discontinuità rispetto al recente passato. L’ex presidente del Coni ha vinto con margine ampio la sfida elettorale contro Giancarlo Abete, confermandosi il profilo scelto dalla maggioranza dei delegati per guidare la Federazione in una fase di profonda ricostruzione. Il risultato delle urne non lascia spazio a dubbi: il nuovo corso nasce con una legittimazione molto solida.
Ultimissime Lazio LIVE: suggestione Zaniolo! Le novità su Lucca e Ratkov
Malagò FIGC, il peso del dopo Gravina sulla nuova presidenza
L’elezione arriva dopo la fine della gestione di Gabriele Gravina, presidente federale dall’ottobre 2018. Le sue dimissioni, maturate dopo la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali, hanno aperto una crisi istituzionale e sportiva che ora Malagò dovrà affrontare con decisione. Il nuovo numero uno della FIGC eredita un sistema chiamato a rinnovarsi: non basterà cambiare uomini, serviranno scelte strutturali per riportare competitività, fiducia e visione.
Malagò FIGC, l’assemblea premia il progetto del nuovo presidente
All’assemblea elettiva hanno partecipato 266 delegati sui 273 aventi diritto. Le assenze sono state limitate: un rappresentante della Lega Pro e sei della quota atleti. Il totale dei voti espressi è stato pari a 502,946, con quorum fissato a 252. Malagò ha ottenuto 343,084 voti, equivalenti al 68,58% del totale, superando in modo netto la soglia necessaria per l’elezione già al primo scrutinio.
Malagò FIGC, Abete sconfitto e riforme subito in agenda
Giancarlo Abete ha raccolto 145,936 voti, pari al 29,17%, mentre le schede bianche sono state 11,272, cioè il 2,25%. La vittoria di Malagò apre ora la fase più complessa: trasformare il consenso assembleare in un progetto operativo. Sul tavolo ci sono dossier pesanti, dall’impiantistica ai decreti fiscali, fino al rilancio della Nazionale azzurra. La nuova FIGC dovrà dare risposte rapide e credibili a un movimento che non può più permettersi rinvii.

