Parolo: «Keita e Biglia devono restare. La rosa va rinforzata con calciatori pronti»

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Marco Parolo tira la linea e traccia un bilancio sulla stagione della Lazio, parlando in ottica futura anche di Biglia e Keita

Brutto finale di stagione per Marco Parolo, infortunatosi al ginocchio e costretto ad abbandonare la finale di Coppa Italia dopo 22 minuti. Il centrocampista biancoceleste per parlare di questa annata è intervenuto ai microfoni di Sportmediaset: «Siamo partiti con tanto scetticismo intorno e alla fine siamo riusciti a costruire qualcosa di importante. Ora bisogna cercare di confermare il più possibile la rosa attuale e poi rinforzarla con 2-3-4 giocatori già pronti. Biglia e Keita sono due giocatori importanti per la Lazio e spero che possano rimanere, però non spetta a me decidere e trovare l’accordo. Si confronteranno con la società e sono convinto che sapranno scegliere nel migliore dei modi per la loro carriera. Bisogna cercare di confermare il più possibile la rosa attuale e poi rinforzarla con giocatori già pronti, come ha già detto il nostro ds Tare. Perché abbiamo tanti giocatori giovani, che si sono dimostrati forti, e per completare la rosa ci mancano quei 2-3-4 giocatori di esperienza che ti possono aiutare. Giocando ogni tre giorni non è semplice preparare la partita, quindi devi avere un giocatore già pronto che possa essere subito d’aiuto. Però questo è un compito della società e saranno loro bravi a individuare i singoli giocatori nel modo corretto. Io spero soltanto che si riesca a mantenere questa ossatura di gruppo per incrementarla con questa tipologia di giocatore. In quale reparto bisogna intervenire? In tutti. Portare giocatori bravi aumenta la concorrenza anche in allenamento, fa crescere la voglia di lottare per il posto e dunque alza il valore della squadra. Io sono sempre dell’idea che più giocatori bravi si hanno, meglio è».

BILANCIOParolo continua: «È stata un’annata al di sopra delle righe. Siamo partiti con tanto scetticismo intorno e alla fine siamo riusciti a costruire qualcosa di importante. Peccato per questo calo finale, ma abbiamo speso davvero tanto durante la stagione e quindi c’è stato un piccolo rilassamento dopo la finale di Coppa Italia. Ci può stare ma significa che, se caliamo un attimo la tensione e mentalmente, non riusciamo a fare risultato. E quindi la rabbia per queste sconfitte deve servirci per ripartire al meglio l’anno prossimo. Finale di Coppa Italia? La Juve è una squadra molto forte, che difficilmente sbaglia le partite importanti. Loro sono stati bravi a indirizzare subito la gara e c’è anche da riconoscere il valore degli avversari, però questo ci deve fare capire che dobbiamo continuare a crescere. Anche noi dobbiamo essere reattivi subito, prendere quanto di buono ha la Juve e riuscire a tirare fuori quella cattiveria che hanno tutti i loro giocatori. Tutti che lottano, tutti che corrono, tutti che si sacrificano. Questo vuol dire essere una squadra vincente e non a caso sono in finale di Champions League. Quindi dobbiamo prendere questa squadra come esempio e cercare di copiarla il più possibile». Infine sull’infortunio: «Ho ancora l’infiammazione e quindi dovrò fare ancora un po’ di terapie e cure. Mi spiace perché, oltre a essere mancato nelle ultime partite, adesso devo saltare anche la Nazionale a cui tengo tantissimo. Vediamo di recuperare ed essere pronti per l’anno prossimo».

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