La Nazionale che verrà, ecco i talenti made in Italy: ma della Lazio…

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Una disfatta quella con la Svezia che continua a far discutere tuttora, bisogna ripartire ed ecco da chi

Italia-Svezia 0-0. I sogni mondiali del popolo italiano si infrangono su questo punteggio. Una Nazionale che non è riuscita a ribaltare la sconfitta per 1-0 di Stoccolma. Una squadra che neanche doveva essere definita tale. La colpa mediaticamente è stata assegnata a Ventura: il colpevole n.°1. Ma il genovese non è il solo. L’apparato federale non è stato in grado di guidare lo staff tecnico nei momenti di maggiore difficoltà. Il compito di scegliere il modulo spesso e volentieri è stato lasciato ai cosiddetti “senatori” dell’Italia, che, per convinzione personale o per garantirsi il posto, hanno suggerito la difesa a tre, favorendo così il 3-5-2 (schema a loro congeniale ma non adatto all’estro di Lorenzo Insigne, il calciatore più in forma della selezione azzurra). Bisogna necessariamente ripartire da questo tonfo clamoroso, sfruttandolo appunto per ricostruire la Nazionale Italiana.

IL NOSTRO MADE IN ITALY – Molti giovani Under 25 promettono bene nel nostro campionato: Cutrone, Barella, Murgia, Rugani, Donnarumma, Benassi, Bernardeschi e molti altri ancora.

  • PORTIERI – L’erede designato c’è ed è Donnarumma che deve recuperare la sicurezza incosciente di qualche tempo fa. Alle sue spalle Perin, Meret, Cragno e Scuffet, ma l’altro Gigi ha tutto per ripetere le gesta di Buffon.
  • DIFENSORI CENTRALI – Bonucci ha detto che resta e un leader ci vuole. Per noi anche Chiellini farebbe bene da “guru”. Il resto è un enigma: c’è grande attesa per Caldara che non ha l’impostazione di Bonucci nè la marcatura di Chiellini, ma sembra quello con più personalità e saggezza tattica, anche se è da decifrare fuori dalla difesa a tre di Gasperini. Sono attesi Rugani e Romagnoli.
  • TERZINI – Conti, Spinazzola, Zappacosta ed Emerson promettono di essere esterni di spinta niente male.
  • CENTROCAMPISTI – Il caso si complica e inizia dall’impiego di Verratti. Può giocare bene nel sistema Psg, ma anche nel Barça: possesso palla, gioco offensivo, calcio tecnico manovrato. Lui, e Jorginho in mezzo, potrebbero formare una mediana tecnica e fisica completata da Florenzi. I nomi non mancano: Gagliardini e Pellegrini hanno esperienza, Barella cresce, Mandragora e Locatelli devono migliorare, Cristante può trasformarsi in un “10” moderno che si muove da mezzala, Murgia ha qualità importanti e lo ha fatto vedere.
  • PUNTE – Belotti è il 9 titolare, alle sue spalle Simone Zaza e Ciro Immobile e oltre a loro giovani non ancora pronti: Petagna, Favilli, Cerri, soprattutto Cutrone che promette tanto e bene ma dovrà giocare in un club con continuità.
  • ATTACCANTI ESTERNI – Insigne purtroppo ha limiti, può giocare soltanto nel 4-3-3 ed è da capire il suo rendimento oltre gli schemi di Sarri: ma oggi non si può prescindere da lui. Chiesa deve ancora entrare nell’ambito della Nazionale maggiore, Bernardeschi alla Juve può crescere, El Shaarawy ha bisogno di continuità. Verdi e Di Francesco possono fare il grande salto, Berardi deve essere più incisivo e con maggiore personalità. Non c’è il vuoto insomma: serve con urgenza un allenatore (come aveva fatto Conte) che li renda squadra.