Milinkovic-Savic: il talento dell’est che ha stregato Inzaghi

Milinkovic
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L’escalation di un talento puro, destinato a far parlare di sè in futuro. Milinkovic-Savic è un vero e proprio concentrato di potenza, tecnica ed intelligenza tattica, qualità che lo hanno portato lentamente a conquistare il centrocampo della Lazio di cui è divenuto un perno inamovibile

A vederlo caracollare sul rettangolo verde con quel suo incedere lento e quella sua stazza fisica che lo rende più simile ad un giocatore di basket che di calcio, trarrebbe inizialmente in inganno qualsiasi spettatore che per la prima volta lo vede giocare ma basta che gli arrivi la palla al piede per accorgersi di essersi lasciati andare a giudizi affrettati. Perchè a discapito di quei suoi due piedoni, basta che a Milinkovic-Savic venga servito il pallone per accorgersi subito di tutto il suo immenso potenziale: tecnica sopraffina, deliziosi passaggi smarcanti, strapotere fisico, un imperioso stacco di testa, uniti anche alla buona propensione realizzativa, lo rendono un centrocampista completo, un vero e proprio jolly di centrocampo che ha dimostrato di essere abile a ricoprire qualsiasi posizione. Da fantasista a regista, per lui non fa differenza; dove Inzaghi decide di impiegarlo, il giovane colosso risponde presente  ed ormai risulta puntualmente essere da molte settimane tra i migliori in campo con prestazioni ben al di sopra le righe. Una esplosione lenta ma costante la sua che lo ha portato nel giro di un anno dal suo arrivo dai belgi del Genk a passare da riserva a titolare inamovibile. Ed adesso il tecnico dei biancocelesti che più del suo predecessore Pioli, ha creduto nelle sue enorme potenzialità ma anche Lotito e Tare si coccolano il proprio gioellino che sta cominciando a fare gola ai maggiori top club europei.

I NUMERI – La matematica è un giudice incontrovertibile e basta del resto dare uno sguardo alle statistiche per capire di trovarci di fronte ad un talento puro: 4 reti in 26 tiri in porta totali, 8 assist sfornati per i compagni, 15 occasioni da rete create in 50 volte in cui si è affacciato dalle parti dei portieri avversari e 56 palloni recuperati in totale (record assoluto in rosa) in 18 apparizioni sono la testimonianza lampante della stagione super che sta vivendo Milinkovic-Savoic, un ragazzotto timido e riservato, proveniente dall’est, che con lavoro, impegno e dedizione, a riflettori spenti sta facendo registrare giorno dopo giorno, progressi da gigante che fanno strabuzzare gli occhi se si considera che ha appena 21 anni (22 li compirà a Febbraio) e dunque ampissimi margini di miglioramento.

UNA SCOMMESSA VINTA – La lunga ed estenuante guerra fredda con la Fiorentina per accapparrarsi Milinkovic-Savic la scorsa estate, conclusasi poi a lieto fine, unita alla referenze positive che già il calciatore portava dietro con sè (un mondiale Under-20 conquistato con la Nazionale serba con la vittoria in finale contro il Brasile  per 2 a 1 con annesso pallone di bronzo a certificare il titolo di miglior calciatore della competizione) già facevano intuire di essere di fronte a ben più di una scommessa ma certo, l’esoso quanto rischioso investimento di 12 milioni di euro, lasciavano spazio a  pochi margini di errore. La Lazio è stata però  brava a svezzarlo senza caricarlo di troppe impressioni, convinta che prima o poi sarebbe esploso ed in effetti ciò è avvenuto più presto di quanto si immaginasse. In un colpo solo gli aquilotti, alla disperata ricerca di un vice Biglia da anni, si sono ritrovati in rosa un centrocampista completo, in grado di dettare all’occorrenza anche i ritmi di gioco della squadra. Non c’è che dire, questa volta si è fatto davvero bingo e quando anche il numero 21 biancoceleste prenderà consapevolezza dei suoi enormi mezzi, potrà probabilmente diventare il nuovo Patrick Vieira. Noi proviamo a sbilanciarci, poi ovviamente si vedrà.