Maurizio Insidioso: “Ecco la verità sulla casa per Chiara…”

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Maurizio Insidioso è intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica “I Laziali Sono Qua” in merito agli ultimi accadimenti relativi alla vicenda della casa per Chiara: “Nell’ultima settimana è successo un po’ di tutto. Si è parlato tanto di questa casa per Chiara. Mesi fa sono andato in Campidoglio e mi hanno offerta un’abitazione in zona Spinaceto di 62 metri quadrati. Prima di accettare o rifiutare sono andato da un architetto che da 30 anni fa case per disabili e collabora col Santa Lucia, ho portato piantine e foto di questa casa e l’architetto mi ha detto che la casa non è adatta alle esigenze di Chiara. Sostanzialmente non c’era spazio per noi genitori. Dopo un sopralluogo, lo stesso Presidente Santoro e il geometra del Comune hanno ammesso che la casa era troppo piccola per le problematiche di Chiara. Dopo qualche giorno ho chiamato telefonicamente il Presidente per dare l’ufficialità che rifiutavo la casa, l’ho ringraziato per l’interesse e gli ho chiesto di fare un comunicato congiunto per evitare polemiche da parte di terzi, per precisare che non stavo rifiutando la casa, ma che non era adatta alle esigenze di Chiara. Il Presidente mi ha risposto che il giorno dopo mi avrebbe contattato un loro giornalista, ma questo non è accaduto, ho provato a contattare il Presidente, ma non mi ha risposto. Il giorno dopo mi ha chiamato il Messaggero avvisandomi che omniroma.it avevo scritto che io avessi rifiutato la casa offerta dal Comune. Da lì è scoppiato l’inferno perché ne ho lette di tutti i colori. Chi diceva che io volevo lucrare su mia figlia, che volevo la casa con piscina… Io voglio solo il meglio per Chiara, non posso portarla in un posto in cui non possiamo vivere. E’ scoppiata una polemica che mi dispiace. Ho chiamato il Presidente spiegandogli l’accaduto e sono rimasto deluso perché ho saputo che è stata richiesta una perizia tecnico sanitaria su Chiara per vedere se la casa è adatta. La perizia la facessero sui loro familiari, tocca a me decidere per mia figlia. Ho letto che lui ha dovuto dire in Parlamento che io ho rifiutato casa ad alcune persone che dicono di avere a cuore le vicende di Chiara quando io in 28 mesi non li ho mai sentiti. Hanno iniziato a farsi a vicenda dei comunicati di solidarietà l’uno con l’altro e il mostro ero io che avevo rifiutato la casa. Adesso voglio fare un appello all’inverso. Voglio che il Comune non si occupi più della casa di Chiara. Deve uscire da questa storia. Adesso porteremo Chiara in un’altra struttura a Cinecittà, ce la faremo con le nostre forze“.