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Magnocavallo: «Fiorini era troppo più forte degli altri, quel contro il Vicenza…»

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Magnocavallo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio per ricordare Fiorini, nell’anniversario della scomparsa

Giorgio Magnovacallo, uno degli eroi della Lazio dei -9, è intervenuto ai microfoni della radio ufficiale per ricordare Fiorini, nell’anniversario della sua scomparsa. Le parole:

GIULIANO – «Quando sono arrivato alla Lazio c’era Chinaglia come Presidente, nell’estate del 1985 venne allestita una squadra che poteva vincere il campionato. Conoscevo Giuliano Fiorini ancor prima di approdare in biancoceleste perché insieme avevamo fatto il percorso nei Settori Giovanili, io nell’Inter e lui nel Bologna, così come compagni nelle Nazionali».

IL RUOLO DEL BOMBER – «Prima il bomber era un attaccante di livello semplicemente andando in doppia cifra, ora diversi giocatori segnano oltre 30 reti a stagione, il calcio è cambiato tanto non essendoci più la marcatura asfissiante a uomo. Per fare gol devi avere una certa personalità: devi essere sveglio e smaliziato, Giuliano era così».

GOL CONTRO IL VICENZA – «L’unico rammarico è quello di essere arrivati alla Lazio in un momento delicato per la Società ma la gente, lo stadio, c’è sempre stato accanto. L’anno dei -9 eravamo distrutti, quando ci siamo salvati contro il Campobasso eravamo in lacrime. Non ricordo mai un boato simile dell’Olimpico come al gol di Fiorini contro il Vicenza».

LAZIO DEI -9 – «Il segreto di quella stagione è stato il gruppo che si era creato: ogni sera eravamo fuori insieme con le nostre famiglie. Siamo sempre stati molto uniti. Avevamo bisogno come il pane di Fiorini, Magnocavallo era sostituibile. Mister Fascetti è riuscito veramente a far rendere tutti al massimo. Al tempo stesso, senza invidia e rancore, posso dichiarare che Giuliano aveva avuto un trattamento diverso ma non poteva essere altrimenti, era troppo più forte di tutti gli altri».