Luciani: «Inzaghi un mentore, sono orgoglioso di lui! L’esordio contro la Fiorentina…» – ESCLUSIVA

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ESCLUSIVA LN24 – E’ intervenuto ai nostri microfoni Alessio Luciani, ex difensore biancoceleste

La Lazio ha ritrovato la gioia dei tre punti nella serata di domenica al termine della sfida con il Frosinone di Moreno Longo. Dopo le due sconfitte con Napoli e Juventus la vittoria con i ciociari è stato il miglior modo per iniziare nuovamente il cammino tortuoso verso la Champions League. Per fare un tuffo nel passato e permetterci di vivere un momento amarcord, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Lazionews24.com Alessio Luciani, ex difensore biancoceleste. Ecco le sue parole.

Lei è cresciuto nelle giovanili biancocelesti, ma purtroppo la carriera l’ha fatta allontanare da quei colori.  E’ ancora legato alla Lazio ?

«Si, come potete immaginare sono cresciuto nella Lazio e dopo l’esordio sono andato via da Roma girando varie società di Serie C: Lumezzane, Salernitana, Gubbio, Monopoli ed infine questo è il mio terzo anno ad Arezzo. Oramai la categoria la conosco bene ma non ti nascondo che sono ambizioso e vorrei arrivare lontano. Sono ancora legato ai colori biancocelesti perché tutti i miei amici ed il mio paese Pescorocchiano è fedele all’aquila, quindi ti lascio immaginare cosa succede ogni qual volta che faccio ritorno a casa (ride, ndr)».

Ha esordito in Serie A nel match con la Fiorentina mentre in Europa League nella sfida con il Levski Sofia… Che ricordi ha di quelle due giornate speciali ?

«Ho ancora nella mia mente il momento dell’esordio contro la Fiorentina, una gara delicata dove mister Ballardini mi buttò dentro. Finì 0-0, era ottobre 2009, un esordio abbastanza delicato vista la mia giovane età e sono orgoglioso di come affrontai quei minuti. L’Europa League fu una vetrina per noi ragazzi: giocai 90′ minuti e anche in quella partita feci abbastanza bene ma purtroppo perdemmo; ci trovavamo all’Olimpico ed in tribuna c’era tutta la mia famiglia, avevo comprato circa una trentina di biglietti! Al termine del match realizzai un mio piccolo sogno: tirare la maglia ai tifosi presenti in Curva Nord, luogo che frequentavo sin da piccolo e di cui conosco i cori ancora a memoria».

In numerose interviste ha ripetuto che Ledesma è stato come un fratello maggiore, ma quando lei si allenava in prima squadra seguendo gli ordini di Ballardini ha conosciuto anche un certo Simone Inzaghi…

«I ragazzi della prima squadra erano dei punti di riferimento per me, ho sempre citato Ledesma che mi ha accompagnato nella crescita ma anche Radu, Kolarov e Foggia per arrivare a Simone Inzaghi. L’attuale tecnico biancoceleste mi teneva sotto la sua custodia, ero il suo ‘figlioccio’ ed in qualsiasi cosa lui dovesse fare, io lo accompagnavo sempre con il sorriso sulle labbra. Nell’esordio allo Stadio Artemio Franchi di Firenze ricordo che ci stavamo scaldando insieme e mi diede gli ultimi consigli prima di entrare, già aveva la stoffa per diventare un allenatore».

Considerando i suoi trascorsi nella Capitale, avrà sicuramente qualche aneddoto da raccontare…

«Ricordo gli anni trascorsi a Roma durante il periodo delle giovanili, dove i miei genitori hanno fatto sacrifici sovrumani, ma anche gli ultimi anni in cui condividevo una casa con il mio grande amico Iannarilli, ora portiere della Ternana. Lì ne abbiamo fatte tante per cercare di realizzare i nostri sogni, desideri che ora abbiamo accantonato ma che ci andremo a prendere, di questo sono sicuro. La cosa che mi ricordo con maggiore importanza è l’affetto che mi dava la gente, puntavano tanto su di me perché vedere un ragazzo uscire dalle giovanili, italiano e soprattutto grande tifoso della Lazio non è cosa da tutti i giorni. Sapevano bene che avrei potuto combattere con l’aquila impressa nel cuore, ma chissà cosa riserverà il futuro per me…», conclude Luciani.

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