Lecce, Liverani: «La Lazio non ha nulla da invidiare alle altre squadre». E su quel 6 gennaio…

liverani
© foto www.imagephotoagency.it

Fabio Liverani, allenatore del Lecce ed ex giocatore della Lazio, ha presentato la partita dell’Olimpico di domani

Dopo mister Inzaghi, anche Fabio Liverani ha presentato Lazio-Lecce, durante la conferenza stampa: «Non avrò a disposizione Tabanelli e Farias, mentre recupero Tachtisidis, che ha scontato la squalifica. Per la sfida con la Lazio ho ancora un paio di situazioni da valutare bene sia da un punto di vista fisico che tattico. Lapadula e Petriccione hanno dato dei segnali positivi già a Milano e si sono confermati con Sampdoria e Sassuolo».

LAZIO «La Lazio ha rappresentato la mia casa per cinque anni e ci sarà un pizzico di emozione, ma quello che è importante ora è il Lecce e speriamo di offrire una buona prestazione. I loro punti di forza sono tanti e noi dobbiamo cercare di limitarli con il collettivo. Le individualità della Lazio possono fare la differenza in qualsiasi momento e noi dovremo essere bravi ad alzare l’intensità e non sbagliare tecnicamente, concedendo pochi spazi e facendo attenzione. Grande seguito anche in trasferta, il settore ospiti a ieri sera ha registrato 2.900 biglietti venduti. I nostri tifosi sono per noi un valore aggiunto e questo è il mio pensiero da quando sono arrivato a Lecce. Stanno facendo la loro parte in modo eccezionale e se raggiungeremo l’obiettivo finale gran parte del merito sarà anche loro».

Liverani a Radio Radio

«Non c’è mai stata una cosa personale, i rapporti sono sicuramente migliorati. Il presidente voleva costruire qualcosa di totalmente nuovo e diciamo che alla fine di tutto ci sta. Ci vuole tempo per conoscersi e valutarsi e magari in quel periodo non c’è stato questo tempo. La Lazio di quest’anno? Credo che tra i 12-13 titolari, tolta la Juventus, non abbia tantissimo da invidiare alle altre squadre. Con giocatori di qualità e imprevedibilità, su tutti la continuità di Ciro Immobile, la crescita di Luis Alberto e Milinkovic, con Correa, più l’esperienza di Radu, Lulic e Acerbi. Il mio arrivo in biancoceleste? Si, iniziò con un po’ di polemiche, ma finì con grande stima e amore. Credo che gli ultimi 3 anni furono di grande unione e grande passione. Ho solo bei ricordi. 6 gennaio? Credo sia una partita irripetibile viste le squadre e i giocatori in campo credo possa essere successo solo una volta. Eravamo rimaneggiati e venivamo da un momento difficile avevamo perso a Udine e avevamo appena cambiato allenatore».