Compiti di regia e folate offensive: la nuova vita di Patric, il difensore a tuttocampo

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La Lazio torna da Firenze con un punto e con una buona notizia, la prestazione da difensore di destra dello spagnolo Patric

Grinta, temperamento, personalità. Qualità che di certo non gli sono mai mancate, basta vedere le sue reazioni alle sostituzioni o ai gol segnati dalla Lazio. E’ il primo ad esultare, anche dalla panchina. Si arrabbia quando viene sostituto. Ha una mentalità vincente, viene dal Barcellona dove ha fatto anche il capitano della squadra B e con cui ha esordito in Champions League. Patricio Gabarron Gil, meglio noto come Patric, è arrivato alla Lazio nel 2014 ed è stato subito etichettato come un bidone da tutti. Ha faticato a ritagliarsi il suo spazio con Pioli, poi con Inzaghi le presenze sono aumentate e anche il suo rendimento è cresciuto. Prima da esterno, ora da difensore. Nella linea a 3 della Lazio si pensava potesse faticare e invece quel ruolo sembra fatto su misura per lui. A Firenze è arrivata l’ennesima conferma.

DIFENSORE ATIPICO – Bisogna chiamarlo difensore soltanto perchè inizialmente parte in linea Acerbi e Radu, ma ha compiti molto più impegnativi della semplice marcatura dell’attaccante avversario. Quando Patric gioca nei 3 difensori la Lazio gioca sempre bene, sarà un caso? Assolutamente no, perchè con lo spagnolo in campo, Inzaghi vuole costruire l’azione dal basso. Contro la Fiorentina tutti i palloni passavano dai suoi piedi prima di arrivare a Leiva, Milinkovic o Luis Alberto. In fase difensiva si stringeva al fianco di Acerbi e la retroguardia diventava a 4 con Marusic che indietreggiava al suo fianco. Nel primo tempo emblematica la sua folata offensiva a servire Immobile, che da posizione invitante non ha realizzato. Nella ripresa continuava a salire anche con il cambio di modulo, spinto dalla sua generosità. Sicuramente quando la squadra deve scendere in campo per disputare una partita più difensiva, non è lui il calciatore più indicato per agire sul centrodestra. Quando c’è da giocare a calcio però, è il prescelto da Inzaghi, che è stato ancora una volta ripagato dalla sua scelta, per molti inconcepibile. L’intento del mister era anche quello di creare la superiorità numerica sulla fascia, così da costringere Biraghi a una partita fatta di sola fase difensiva. Marusic portava palla e Patric si sovrapponeva creando sempre un 2 contro 1. Inesauribile, instancabile e atteggiamento sempre positivo. Una partita perfetta da parte dello spagnolo, che sarebbe stata da incorniciare se Immobile avesse infilato in rete il suo assist. Non ha mai sofferto mai Muriel, Chiesa o Simeone. Perfetto in marcatura, sofferente solo sulle palle aree essendo limitato dal fisico.
Con il Milan la sorpresa, con la Fiorentina la conferma. Inzaghi ha rivitalizzato Patric, cucendogli addosso un ruolo da tuttocampista. Con tecnica, aggressività e compiti di regia. La sorpresa più bella della serata toscana ha la maglia numero 4, una chioma bionda, la faccia simpatica e un accento spagnolo.