L’ANALISI DEL GIORNO DOPO – Manca sempre un soldo pe’ fà ‘na lira

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L’analisi di Fiorentina-Lazio, terminata con il punteggio di 1-1 grazie alle reti dei due attaccanti, Immobile e Muriel

Due punti persi o uno guadagnato? L’eterno dilemma calcistico, successivo ad un pareggio, rimbomba nella testa dei laziali. Poi, smaltita l’adrenalina della partita, torna lucidità e con se’ riporta in mente il film della partita. Dopo aver preso consapevolezza  di aver giocato su un campo difficile, realizzi che alla classifica vista ieri sera mancano due punti. Quei due punti in più che dovevano essere coltivati nel primo tempo e raccolti nel secondo, invece la Lazio si è sciolta come neve al sole nella ripresa. Ha concretizzato poco e quel poco non è stata in grado di salvaguardarlo. Troppe occasioni sciupate nel primo tempo, nemmeno una pericolosa nel secondo. Ciò che ne scaturisce è un punto per parte che non serve a nessuno. Lazio e Fiorentina s’annullano pareggiando e forse abbandonando definitivamente i propri obiettivi. Inzaghi e i suoi ragazzi hanno ancora una partita da recuperare, ma quelle davanti viaggiano forte e se la Lazio continua a questa velocità, sarà difficile arrivare tra le prime quattro.

SCELTE E PARTITAInzaghi stupisce tutti mandando in campo Patric e non Bastos o Luiz Felipe e per l’ennesima volta, è il tecnico piacentino ad avere ragione. Con lo spagnolo in campo la Lazio riesce a giocare più il pallone, riparte meglio dalla difesa e ribalta il campo in maniera veloce. Questa teoria si riscontra nell’azione che sul finale di primo tempo porta Immobile alla conclusione; Lulic e Luis Alberto sviluppano sulla sinistra, allargando poi a Patric che porta palla e serve Ciro in area di rigore. Uno schema non certo improvvisato, ma preparato, a cui è mancato solo il gol per essere perfetto.  L’ex Barcellona è il primo regista della Lazio, tutti i palloni passano da lui e spesso si alza anche tra i centrocampisti per far partire l’azione. Con Marusic dominano la fascia sinistra della Fiorentina creando sempre superiorità numerica e costringendo Biraghi a una gara esclusivamente difensiva. La Lazio ha imposto il proprio gioco e l’ha fatto in maniera ottima per larghi tratti, resta però colpevole di non aver raddoppiato quando ne ha avuto l’occasione. I biancocelesti avevano sofferto nel finale contro Empoli e Frosinone, ma erano riusciti a mantenere la vittoria. Con la Fiorentina, complice anche il livello dell’avversario, questo non è successo. Due punti persi che a 11 giornate dal termine rischiano di essere pesantissimi. A destabilizzare l’ambiente e l’umore della piazza, contribuisce l’asterisco affianco alla voce “Lazio”. La squadra di Inzaghi è ora all’ottavo posto, tutti contano i tre punti con l’Udinese, a tal punto che non verrebbe accolto nessun risultato al di fuori della vittoria. Al momento l’errore più grande da fare sarebbe quello di guardare la classifica, almeno fino a quando non verrà recuperata la gara con i friulani. Notizie  positive? Domenica prossima c’è il derby di Milano e la Lazio, in caso di successo con il Parma, avvicinerà sicuramente una delle due. Dopo la sosta si ripartirà in casa dell’Inter e i biancocelesti devono entrare nell’ordine di idee di fare almeno 4 punti nelle due trasferte a San Siro. I punti persi per strada andranno recuperati altrove, altrimenti la Champions resterà un miraggio. In una stagione molto meno esaltante di quella precedente, la Lazio rischia di restare con un pugno di mosche in mano. Attorno all’arrivo tra le prime quattro e alla Coppa Italia ruota tutto. Dopo il derby un altro passo indietro. Ed ecco quel senso eterno di incompiutezza che puntualmente riecheggia.