Che fine hanno fatto Pedro Neto e Bruno Jordão?

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© foto Twitter @OfficialSSLazio

Pedro Neto e Bruno Jordão non hanno ancora trovato spazio nella Lazio, ma la società ci crede fermamente: ecco gli allenamenti a cui sono sottoposti i due giovani portoghesi

Quando arriverà il momento di Pedro Neto e Bruno Jordão? E’ il quesito che si pongono i tifosi della Lazio, ansiosi di vedere in campo i due investimenti dello scorso calciomercato estivo. La società biancoceleste chiede di aspettare, anche il tecnico Simone Inzaghi ripone in loro molta fiducia. Oggi sul Corriere dello Sport (edizione romana) è stato riportato un approfondimento sui due gioielli portoghesi. Prospettive luminose ma ruoli diversi: Bruno Jordão è un centrocampista geometrico e di rendimento, è dotato di un buon tiro e possiede una struttura fisica adeguata per imporsi nell’interdizione. Pedro Neto invece gioca più avanzato, in allenamento sfodera spesso colpi di alta classe, il connazionale Luis Nani lo sta aiutando a crescere. Il ds Igli Tare ne è rimasto stregato, lo ha paragonato a Paulo Dybala. Il classe Duemila può agire come seconda punta, è per questo che non ci sarà alcun acquisto dopo la cessione di Simone Palombi, ha scalato un posto.

ALLENAMENTI A FORMELLO – Il preparatore Fabio Ripert e lo staff sottopongono i due portoghesi a sedute individuali: lavoro atletico di costruzione adeguato alla fascia d’età. Prestito biennale (da 9-10 milioni di euro) con obbligo di riscatto e pagamento pluriennale. Operazione complessiva da 24 milioni. Pedro Neto era vicinissimo al trasferimento al Barcellona, lo seguiva anche l’Arsenal. Classe Duemila, è entrato nella lista dei top Millennial d’Europa, fa parte del Portogallo Under 20 e aveva già esordito (segnando) nel massimo campionato portoghese con la maglia del Braga. Bruno Jordao è più grande, compirà 20 anni a ottobre, ha 4 presenze e 1 gol nel Portogallo Under 20. Mendes li ha dirottati a Formello perché la Lazio garantiva un progetto tecnico di crescita: è previsto da contratto che si allenassero in prima squadra. Niente Primavera, altrimenti Pedro Neto avrebbe scelto il Barcellona B.