Lazio, 31 anni fa il dito di Di Canio sotto la Sud

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Compie trentuno anni, il gesto fatto dall’allora giovane Di Canio durante un derby tra Lazio e Roma: come lui solo Chinaglia

Quando si indossa la maglia della Lazio, bisogna essere fieri e spavaldi di farlo. Il laziale è abituato ad essere la minoranza, per questo difende il proprio amore con ancora più veemenza.

Chi è sempre stato fiero di portare l’aquila nel cuore è il romano Paolo Di Canio, che già sin da ragazzo cantava i cori della Curva Nord tra i lotti del Quarticciolo, quartiere della Capitale storicamente romanista, come ha dichiarato in una recente intervista a Sky Sport. Il giovane laziale, il 15 gennaio del 1989 ha avuto la fortuna di combattere per i propri colori proprio durante il derby. Grazie alla sua caparbietà, Di Canio ha messo il timbro in quella partita. Nel momento in cui il numero 9 biancoceleste ha visto la palla superare Tancredi, da professionista qual era, è tornato il tifoso che cantava a squarciagola nel quartiere della periferia romana: Paoletto è esploso in una corsa sfrenata sotto la curva avversaria per esprimere ancora una volta quanto fosse orgoglioso di essere laziale, emulando una leggenda della Lazio che aveva compiuto quel gesto sempre verso la Sud, quindici anni prima. Dopo anni, Di Canio tornerà alla Lazio e tornerà ad affrontare i suoi eterni rivali. Inutile dire come andrà: gol sotto la curva romanista ed esultanza a petto in fuori, guardando in faccia ognuno dei suoi antagonisti come a ribadire la propria fierezza nell’indossare l’aquila sul petto. Dopo 31 anni ancora ricordiamo quel gesto che è il simbolo dell’eterna fierezza e spavalderia nel combattere per la Lazio. Dopo 31 anni ricordiamo ancora quel gesto perchè, nel nostro piccolo, ogni giorno siamo fieri e spavaldi di essere laziali come Paoletto.

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