La giocata del match – Lazio-Benevento: Caicedo, il gol del coraggio

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Lazio-Benevento, Caicedo sigla la rete del pareggio e regala alla squadra il coraggio per ribaltare il risultato

Lazio e Benevento, faccia a faccia in una partita che si apre carica di emozioni: il minuto di silenzio per onorare Mondonico e il saluto della squadra a Giuseppe, ultras innamorato dei colori biancocelesti, scomparso troppo presto. I ragazzi sono tornati davanti al pubblico di casa e sono obbligati ad un solo risultato: la vittoria. Su Roma il cielo è nuvoloso, c’è un’aria strana. Carica, ma impalpabile. La squadra corre, gira, ma la palla non entra. Cataldi ha già annullato la rete d’Immobile con un capolavoro balistico: 1-1 e Benevento in 10. La vittoria è l’unico risultato possibile. S’è alzato pure il vento. La Curva canta. Sembra tutto normale. Ma in campo qualcosa non va. Come se gli ingranaggi non riuscissero a trovare il giusto ritmo per girare insieme. La Curva strilla. I tre punti sono là. Ma Guilherme sigla il raddoppio. Forse piove. Nove minuti per ritrovare un po’ di coraggio. Il luccichio che da qualche tempo si è spento.

LA RETE DEL CORAGGIO – Nove minuti per cambiare aria. Basta tanto a Caicedo per ricevere il pallone da Luis Alberto, uno spiovente perfetto che gli arriva dritto sui piedi. Stop. Controllo. Sinistro chirurgico: gol. Filtra qualche raggio di luce. Un po’ di calore che stempera la tensione dei 60 minuti precedenti. Una rete non spettacolare. Nessuna cineteca, nessun replay. Ma pesantissima per l’umore e per il coraggio. L’apertura del valzer della rimonta. De Vrij ribadisce di testa. Sull’Olimpico è tornato il sole. Immobile infiamma il campo e cala il poker. Leiva decide di aggiungere il proprio nome sul tabellino, scaricando in porta un bolide: si è scoperto anche goleador, come se la sua supremazia in mezzo al campo non bastasse. La Lazio ha il petto gonfio, il viso alto, lo sguardo fiero. E’ tornata quella di qualche settimana fa, quella dal gioco più bello della Serie A. Dal dischetto, Luis Alberto taglia la porta e sigilla il definitvo 6 a 2. Pochi minuti per gioire che a Roma cade di nuovo il diluvio. A Formello, però, splende il sole.

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