L’emozionante storia di Claudio, quando la speranza abbatte le barriere… – FOTO

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Vent’anni per realizzare il proprio sogno. Vi invitiamo a leggere questa commovente lettera scritta dal nostro amico Claudio, riuscito ad avverare il suo desiderio grazie ad un gruppetto di ultras della Curva Nord.

 

I Sogni sono realizzabili: al di là delle barriere, al di là della disabilità!

«Non so da dove iniziare, mi tremano le mani anche a scrivere quello che realmente ho provato e vissuto sulla mia pelle. Una cosa è certa, il 23 maggio 2016 è una data che mi tatuerò sulla mia pelle perché è un sogno, uno dei tanti che si è avverato. Un sogno lungo 20 anni… 20 anni a sentirmi dire “tu in quel settore non puoi entrare, perché quel settore non è predisposto per una sedia a rotelle”. Ma io non mi sono mai rassegnato, c’ho creduto perché  in quella che considero una casa la mia seconda casa ci dovevo entrare e non poteva essere una legge, una barriera o uno scalino a fermarmi: io ci dovevo andare. Quel sogno l’ho avuto sempre nel cuore e, ad un certo punto, mi sono detto: “bisogna osare”.

Così, tre mesi fa ho cercato di fare qualcosa per realizzare questo sogno. Ho contattato un amico e gli ho detto: “Danilo, tu che sei sempre vicino a chi è meno fortunato e chi vuole raggiungere un sogno, anche ci sono tanti scalini e ostacoli per raggiungerlo, mi aiuteresti?” Lui mi ha risposto in modo franco e senza esitazione: “Claudio, ai laziali ce pensano i laziali”. “Allora Danilo, il mio sogno è entrare in casa nostra, in Curva Nord. Il mio sogno è vivere la mia gente da vicino, sentire quei cori che ti rimbombano dentro il cuore come un martello pneumatico”. “Ci penso io -mi ha risposto- ma tu hai qualcuno che ti accompagnerebbe allo stadio?”.

Ho contattato immediatamente un caro amico, il fulcro portante dei miei sogni a livello calcistico e non: “Marzio, che ne pensi di entrare in quella curva con me per la prima volta? Come quando abbiamo visto 5 anni fa quel derby con Klose”. Mi ha risposto con una voce fatta di emozioni e passione per lo stesso sentimento e gli stessi ideali: “Certo Claudio, andiamo a casa tua. Ti porterò in quella Curva, costi quel che costi”. Così, qualche giorno fa ho contattato nuovamente Danilo e gli detto: “Danilo è tutto ok?” e Claudio mi ha risposto… “il tuo sogno sta li che ti attende, ci saranno dei ragazzi che ti aspetteranno e ti faranno vivere il tuo sogno come giusto che sia”.

Tutto inizio così, si avvicina sempre di più quella data e i brividi mi percorrono dietro la schiena, poi arrivano le 18:00 del 23 maggio 2016. Marzio mi viene a prendere a lavoro, partiamo io lui e il piccolo Andrea, suo figlio, e arriviamo all’Olimpico! Ancora non credevo ai miei occhi e sentendo i cori da fuori lo stadio mi comincia a battere il cuore, la salivazione si azzera, mi tremano le mani. Incontriamo questi ragazzi del “GRUPPO dietro la porta”, mi presento, loro mi abbracciano, mi stringono forte, mi coccolano e mi fanno sentire già a casa. Mi dicono: “dove vuoi stare, sopra o sotto la curva ?” la mia risposta è stata: “sotto o sopra non importa, basta che entriamo a casa nostra”. “Devi scegliere tu”, mi hanno risposto e io scelgo… “Andiamo sotto…”.

Mi avvicino a quella curva, la vedo, e sento il cuore che batte, batte forte. Loro mi prendono di peso con tutta la carrozzina e mi portano dentro. Appena la vedo sotto di me, gli occhi brillano e le lacrime scendono. Scalino dopo scalino mi portano giù e quando arriviamo mi abbracciano e mi stringono, mentre io non so come ringraziarli. Il mio sogno si è avverato! E’ qualcosa di unico, di fantastico stare tra la mia gente… Mi batte il cuore, mi sento dire: “quando il cielo sarà di nuovo sereno, spazzato da questa nuvola che ci oscura dalla nostra Lazio, questa diventerà casa tua e ti ci porteremo ogni domenica”.

Stringo forte i ragazzi che hanno realizzato il mio sogno, stringo forte al collo Marzio e gli dico: “Grazie Marzio, grazie”, con quel poco di voce che mi resta per l’emozione… Urlo, strillo, siamo al termine della serata e sento una voce che mi dice: “Claudio Guarda qui”… Alzo gli occhi, guardo la pista e vedo Danilo che mi saluta, mi tira un bacio con la mano destra e se l’appoggia sul cuore come per dire: “Claudio, tu sei nel mio cuore”… Rispondo con lo stesso gesto urlandogli che è un grande.

La festa dei laziali, la festa di una curva bastonata, offesa, insultata.. ma mai caduta … è la festa della mia gente è la festa di tutti noi! È la festa che le barriere si possono superare se si vuole realmente farlo e io ne sono la dimostrazione. Grazie Laziali! Dedico questa festa e questa mia esperienza a tutte le persone che hanno fatto sì che questo sogno si avverasse, ma in particolar modo a CHIARA INSIDIOSO che, dal momento che sono entrato in quella curva è stata un chiodo fisso nella mia testa. Perchè Chiara per un gesto vile e bastardo non è potuta essere li con me. Perché io sono riuscito io a stare li e ci poteva stare anche lei, poteva gioire come ho gioito io ma, purtroppo, per colpa di una persona indegna e schifosa non è potuta esserci… Chiara, queste barriere le ho superate anche grazie a te che sei la stella più luminosa che brilla in ogni tifoso Biancoceleste…

Un grande Abbraccio a lei e alla sua famiglia».

 

CLAUDIO PALMULLI