Giorgio Sandri: “Sono più deluso che mai, domani scenderò anche io in piazza”

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E’ stato raggiunto dai microfoni de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dalle 10 alle 13 dal lunedì al sabato sugli 88.100 FM di Elleradio. Giorgio Sandri, padre dell’indimenticato Gabriele, per parlare del momento che sta vivendo la Lazio.

 

Come stai vivendo queste giornate, in particolare l’ultima settimana e le 36 ore che verranno, da tifoso laziale?

 

“Negli ultimi tempi mi sembrava quasi di vivere una favola. L’arrivo di Bielsa alla Lazio mi faceva sognare e avrebbe ridato nuovo entusiasmo all’ambiente, ma alla fine tutti i dubbi che ho sempre nutrito verso questa proprietà si sono rivelati fondati. Non è cambiato nulla e stavolta sono più deluso che mai, ci stiamo facendo prendere in giro da tutto il mondo del calcio e vederci derisi mi ha dà davvero molto fastidio. Ho trovato molto irritante anche l’arroganza con la quale Lotito si è presentato in conferenza stampa, non è così che ci si comporta. Tutto questo fa il paio con i casi di Keita e Felipe Anderson, e anche Biglia e Marchetti molto difficilmente resteranno. Gestione della società davvero molto “fanciullesca” e per nulla professionale e la Lazio, essendo la squadra più antica di Roma, non merita assolutamente questo trattamento irriguardoso nei suoi confronti”.

 

Cosa ne pensi di AMA LA LAZIO, la fondazione fondata appena qualche giorno fa?

 

“Non ho voglia di fare ulteriore polemica con il gestore della nostra società, questa fondazione poteva anche non nascere, non ce n’era alcun bisogno, ci sono già tante onlus legate alla Lazio che fanno tanto bene. La raccolta del sangue è una delle cose più belle che si possa fare per il prossimo e ce ne occupiamo con la fondazione intitolata a mio figlio Gabriele”.

 

Come vivrai la giornata di domani, con che spirito andrai alla manifestazione di protesta?

 

“Domani andrò con mio figlio Cristiano, spero che questa manifestazione venga ripresa dai media e che abbia la giusta risonanza. Invito chi può a venire in giacca e cravatta e in maniera elegante, per dimostrare che siamo gente perbene. Dobbiamo essere compatti per un unico scopo: liberare la Lazio da Lotito. Ci tengo a ricordare inoltre che la nostra è una tifoseria importante e meritiamo rispetto”.

 

Credi che una manifestazione di questo tipo possa innescare qualcosa di importante?

 

“Senz’altro può scuotere la coscienza di qualcuno, sono sicuro che domani ci sarà parecchia gente a manifestare contro Lotito, che in questi 12 anni ha arrecato tanti danni (soprattutto d’immagine) alla Lazio e ha fatto disamorare parecchia gente, soprattutto i bambini che hanno perso la voglia di andare allo stadio e di seguire la squadra. Mi auguro che questa manifestazione sia composta e civile, è solo questione di tempo ma prima o poi questo personaggio si farà da parte e per tutto il popolo biancoceleste non potrà che essere una liberazione”.