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Floccari: «Sarri scelta mirata. Su Immobile e Anderson…»

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Sergio Floccari ha parlato sia del presente che del passato, rilasciando alcune dichiarazioni. Queste le sue parole, rilasciate ai microfoni di Lazio Style Radio.

SARRI – «Con Sarri la Lazio ha compiuto una scelta precisa. Vuole ricercare determinati obiettivi e competenze. È un tecnico che rinnova tutto, sia nelle idee sia nell’atteggiamento tattico. Ora la parola chiave deve essere la continuità. I principi di calcio sono sicuramente diversi rispetto al passato. Adesso è normale che si paghi dazio, ma è inevitabile. C’è però la consapevolezza di aver preso un tecnico che, attraverso un percorso graduale, può costruire qualcosa di importante. Lo step successivo che deve compiere la Lazio è restare ad alti livelli nel tempo. Sarri troverà l’equilibrio tra quello che chiede e le caratteristiche degli uomini a disposizione. La squadra biancoceleste offre un calcio propositivo, segna tanto, sta migliorando la fase di non possesso, ma il tecnico chiede certamente una crescita ulteriore».

IMMOBILE – «Immobile è un attaccante che ha il gol nel sangue, si sacrifica sempre per la squadra, lega il gioco, è migliorato nello sviluppo dell’azione spalle alla porta e duetta con i compagni. Ha fatto bene con tutti i tecnici e con tutti i moduli e mette in campo uno spirito che è anche un esempio per gli altri. È un ragazzo di grandi valori e ha enorme spirito di appartenenza. Questo ultimo upgrade fa parte del percorso di crescita dell’uomo ancor prima del calciatore».

FELIPE ANDERSON – «Felipe Anderson è un talento incredibile. Tecnica e velocità sono le sue qualità migliori. È ai vertici per dribbling riusciti, ha caratteristiche non semplici da trovare in altri calciatori. È importante che lui ritrovi serenità, spensieratezza e voglia di giocare a calcio».

COPPA ITALIA 2013 – «Ripensare a quella semifinale con la Juventus è sempre una grande emozione. La Juventus di Conte vinceva scudetti di anno in anno, la doppia sfida d’andata e ritorno è stata difficile. Poi la finale qualcosa di storico e la ricordo con felicità ed orgoglio. Nelle esultanze di solito sono sempre stato sobrio. Abbiamo aperto le danze con Gonzalez, poi il pareggio di Vidal e poi al 93’ la liberazione. Cè stata tanta difficoltà psicologica.  La settimana che precedeva la partita della finale di Coppa andammo in ritiro, che servì per vivere in gruppo e in maniera profonda una partita importantissima. Siamo riusciti a non togliere energie in vista della gara e ci siamo anche divertiti».

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