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Campionato

Rossi: «Acerbi va giudicato sul campo. Su Sarri e i tifosi…» – ESCLUSIVA

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Delio Rossi, in esclusiva ai microfoni di Lazionews24, ha analizzato il momento che stanno vivendo i biancocelesti

La sconfitta con il Milan, la sfida alle porte con lo Spezia, la querelle Acerbi e il rapporto tra Lotito e i tifosi. Le tematiche in casa Lazio sono davvero tantissime. Ad analizzarle, in esclusiva ai microfoni di Lazionews24, è stato Delio Rossi.

Qual è il suo pensiero sulla sfida con il Milan?

«Sicuramente la Lazio era partita bene, ma poi sono venute fuori le motivazioni del Milan. I rossoneri hanno meritato, pur avendo segnato il gol decisivo soltanto nei minuti di recupero».

Per l’ennesima volta i biancocelesti hanno subito gol nei minuti di recupero. Da cosa può dipendere ciò?

«Probabilmente servirebbe un pizzico di concentrazione in più. Va detto che il gol sarebbe potuto arrivare prima. Ma se ciò accade spesso molto probabilmente non si riesce a tenere alta l’attenzione per tutta la gara».

Secondo lei ci può essere una correlazione con il fatto che molti giocatori, vuoi per situazioni personali o contrattuali, siano già con la testa altrove?

«Non penso. Conosco i calciatori. Dopo la legge Bosman ormai sono delle imprese individuali e se non fanno bene hanno una visibilità inferiore. Insomma, credo poco a questa lettura».

Che idea si è fatto sulla situazione Acerbi?

«Io penso che un calciatore debba essere giudicato per il suo modo di giocare e per quello che fa sul campo, indipendentemente dai social e dalle scuse. Uno deve essere valutato con i fatti e lui ha dimostrato tanto alla Lazio. Trovo tutto molto esagerato».

Quale insidie può nascondere la sfida con lo Spezia, tenendo conto anche dei risultati dei recuperi, che, in un certo senso, hanno rilanciato la Lazio?

«Penso che la Lazio abbia il diritto e il dovere di cercare di andare in Europa League. Sono convinto che abbia tutte le possibilità per riuscirci. L’obiettivo, dopo il ko con il Milan, sarà quello di rifarsi. Il quinto posto? I biancocelesti possono raggiungerlo».

Qual è il suo giudizio sul lavoro di Sarri? Si vede la mano dell’allenatore in questa Lazio?

«La mano si vede, ma non è stato così decisiva come si aspettava probabilmente anche il tecnico. Il problema è stato dato da una rosa costruita per giocare in una certa maniera. Lui ha provato a giocare in un altro modo. Per il gioco di Sarri servono dei giocatori predisposti a farlo e probabilmente in questa Lazio non tutti gli elementi erano congeniali e adatti. Non a caso ci ha messo tanto a incidere. Ora, se si ha l’intenzione di continuare con lui, servono dei calciatori, magari meno bravi, ma più confacenti».

Preferisco arrivare ottavo, ma con con un futuro, che quinto, ma senza un domani: condivide questa frase di Sarri? Davvero ci fa troppo condizionare dai risultati senza pensare a un eventuale percorso di crescita?

«Io posso interpretare quello che dico io, ma non posso capire quello che dicono gli altri, perché non so contesto e situazioni. Onestamente commentare ciò lascia il tempo che trova. Solo lui può spiegare  e sapere quello che voleva dire in quel contesto e in quel momento».

Sono tornati gli attriti tra i tifosi e il presidente Lotito. Senza entrare nel merito dei rapporti, secondo lei una piazza come quella di Roma è davvero così difficile da capire e da gestire?

«Tutte le piazze sono difficili, ovviamente a maggior ragione Roma e Lazio. Quando mancano dei risultati è normale vengano fuori degli attriti. Ma anche piazze come Milano, Firenze, Torino e Salerno sono difficili. Forse i tifosi non vedono un futuro. Loro vorrebbero sognare, ma se torneranno i risultati tutto potrebbe poi risolversi».

Che messaggio vorrebbe mandare ai tifosi della Lazio?

«Io non ho bisogno di lanciare messaggi, tanto verrebbe disatteso o farebbero comunque il contrario. Io credo che i tifosi, al di là delle critiche, saranno sempre vicino alla squadra. Mi dispiace vedere lo stadio vuoto, ma questo non dipende da una mancanza di amore e di passione. L’ho spiegato prima, forse loro non vedono futuro. Basterebbero due o tre acquisti o qualche grande risultato per far tornare tutto alla normalità».