Cruciani: «Il paragone della rete al 71′ di Kolarov con quella di Lulic? Blasfemia pura…»

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Giuseppe Cruciani, noto giornalista e conduttore radiofonico di fede biancoceleste, ha voluto fare un ‘chiarimento’ su quanto accaduto nel derby

Ci sono cose che saranno eterne, altre solamente temporanee. Questa è la differenza tra il gol di Kolarov nel derby al minuto 71 e quello di Lulic nel leggendario 26 maggio 2013 al medesimo minuto. Giuseppe Cruciani, noto giornalista e conduttore radiofonico di profonda fede laziale, ha voluto fare una ‘distinzione’ tra le due reti, ovvero quella di Kolarov e quella di Lulic. Ecco ciò che la nota penna romana ha scritto sul sito web del Corriere dello Sport.

OSSESSIONE DEL N.°71 – «Ci sono cose che ti restano dentro, cose che non puoi cancellare, momenti di tale rosicamento che pensi di aver scacciato e invece galleggiano lì e poi riemergono all’improvviso. Come spiegare altrimenti l’impazzimento del web pro romanista non tanto per la vittoria nel derby, cosa assolutamente normale e più che legittima, ma per “Kolarov 71”, che nella mente di qualcuno dovrebbe cancellare il “Lulic 71” della famosa finale di Coppa Italia del maggio 2013. Lo dico subito, tanto per chiarire: il paragone è blasfemia pura. E così dovrebbe apparire agli occhi di qualsiasi tifoso giallorosso che non abbia gli occhi bendati. E’ come paragonare una finale mondiale a un’amichevole, confondere la scalata all’Everest con la salita del Terminillo, mettere sullo stesso piano una medaglia olimpica e il torneo parrocchiale del Don Orione. Puoi godere lo stesso, certo. Ma è una sveltina, non una scorpacciata. Come si fa solo ad accostare i due momenti di estasi? Appena l’ho letto sui social e disegnato su qualche muro della città quel “Kolarov 71” sembra partorito dalla mente dello straordinario personaggio di Crozza, Napalm 51, il folle smanettatore del web che vede ovunque complotti e tutto vorrebbe distruggere. Ora, per cancellare l’orgasmo di quel 26 maggio non basta il refolo d’un derby di fine settembre. Credetemi, cari amici romanisti: anche voi, a parti invertite, non scambiereste mai quei momenti con nulla al mondo, fosse anche una serata insieme a Giselle Bundchen o con Brad Pitt, a seconda dei gusti. Figuriamoci per un pomeriggio d’un giorno qualunque, di un anno qualunque. Detto questo, da studioso delle perversioni umane, vi capisco. Devo confessarvi che si soffriva tremendamente anche da queste parti per quel «Vi ho purgato ancora» di tottiana memoria, che divenne quasi il simbolo di una serie di sfide finite malissimo, alcune addirittura in goleada. Si faceva finta di ignorare, e però il messaggio colpiva e pure forte. Si soffriva sempre guardando il bilancio di vittorie e sconfitte. E dunque conosco bene il meccanismo psicologico, quel tarlo che tortura il cervello e annebbia. Poi è arrivato Lulic e tutto è stato cancellato. Sono cose che capitano nella vita. Lo dico senza acrimonia e con poca partigianeria, perché in fondo lo sa anche il tifoso della Roma: solo un grande titulo, la Champions, può superare il mito del derby di Coppa. Per questo a maggio si viveva nel terrore, quello vero. Altro che Kolarov 71», termina così quanto scritto da Giuseppe Cruciani.

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