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Contro il Bayern Monaco la Lazio avrebbe potuto fare di più?

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Si è conclusa da poco l’esperienza in Champions League della Lazio di Simone Inzaghi e la sensazione di molti è che i biancocelesti avrebbero potuto fare di più, soprattutto nella gara d’andata.

Troppo grande il divario tecnico, fisico e di esperienza tra le due compagini in campo, ma se Immobile e compagni avessero approcciato alla doppia sfida con uno spirito diverso probabilmente sarebbero sì usciti, ma con meno rimpianti.

L’abitudine a queste serate ha fatto la differenza

Nella valutazione globale della doppia sfida contro i bavaresi, non bisogna dimenticare che anche dando un’occhiata alle quote sulla probabile vincente della Champions League il Bayern Monaco è insieme al Manchester City una delle favorite indiscusse per la vittoria della competizione. La lezione inflitta dai bavaresi lascia comunque l’amaro in bocca perché con un approccio diverso e senza le assenze i biancocelesti avrebbero potuto fare un figura migliore di quella che hanno fatto. È inutile girarci intorno: le principali responsabilità della débâcle della Lazio sono imputabili a Claudio Lotito e al direttore sportivo Tare che nelle ultime sessioni di mercato hanno anche speso delle somme consistenti, ma hanno speso male. Gli infortuni di Radu e Luiz Felipe non possono non rappresentare un alibi in una squadra che ha una rosa molto più corta rispetto alle dirette rivali e che è arrivata a giocare gli ottavi di Champions League contro il Bayern Monaco con una linea difensiva a tre composta da Musacchio, che non vedeva il campo da tre anni, e da Patric che non è proprio uno dei difensori più affidabili a livello europeo. Se a questa penuria qualitativa si associa il timore reverenziale dei ragazzi di Inzaghi nei confronti dei campioni in carica, ecco che si spiega una doppia sfida senza storia.

Ora c’è il rischio che i biancocelesti accusino il contraccolpo anche in campionato

 

Ora Inzaghi dovrà essere bravo a lasciarsi subito alle spalle le brutte prestazioni dell’ultimo periodo e dovrà lavorare molto dal punto di vista psicologico per far sì che i suoi ragazzi possano reagire e tornare a giocare il calcio convincente di qualche settimana fa. Con 12 gare ancora da disputare, la Lazio ricopre il settimo posto in classifica a tre punti dai cugini giallorossi e a sei punti dal quarto posto attualmente occupato dall’Atalanta. Rispetto agli orobici, Immobile e compagni hanno però una partita in meno e in caso di vittoria nel recupero contro il Torino si porterebbero a sole tre lunghezze di distanza dalla zona Champions League. La qualificazione alla prossima Coppa dalle Grandi Orecchi è ancora possibile, ma per riuscire nell’impresa la Lazio dovrà scrollarsi di dosso la negatività delle ultime settimane e dovrà tornare a essere quella squadra unita e compatta capace di dare del filo da torcere a chiunque.

 

La rimonta passerà inevitabilmente dallo stato di forma di Ciro Immobile che dopo aver vinto la Scarpa d’Oro l’anno passato pare aver smarrito sé stesso e nel girone di ritorno ha messo a segno una sola rete. Il bomber campano è l’anima di questa squadra e la speranza è che quanto prima possa tornare a fare la differenza come ha sempre fatto.