Bianchessi: «Vogliamo assicurare giocatori pronti per la prima squadra»

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Settore giovanile Lazio, Bianchessi indica la strada: «Basta prendere giocatori all’estero»

Arrivato alla Lazio nell’estate del 2017, Mauro Bianchessi in poco più di due anni ha riorganizzato tutto il settore giovanile biancoceleste. I trofei in bacheca sono arrivati, ultimo quello dell’Under 14 di Tommaso Rocchi (QUI la notizia). Programmazione e meritocrazia, è questo l’obiettivo del dirigente biancoceleste che in carriera ha lavorato prima nell’Atalanta e poi nel Milan, scoprendo giocatori come Donnarumma e Cutrone. Di seguito l’intervista di Bianchessi rilasciata a ilmessaggero.it. 

La Lazio quando potrà attingere dal settore giovanile?
«Presto. Prima bisogna avere fiducia nel proprio vivaio e smettere di prendere all’estero giocatori delle giovanili, segnalati spesso da procuratori».

Lei è per il made in Italy.
«Prendere 17enni provenienti dall’estero per il settore giovanile vuol dire non saper lavorare. Prendere un fenomeno dall’estero ha senso anche per me, ma quanti ce ne sono che fanno la differenza?».

Questo è il suo secondo anno alla Lazio, ci fa un bilancio?
«Il primo è stato dedicato alla riorganizzazione. L’estate scorsa, invece, abbiamo lavorato sulla parte tecnica e sul rafforzamento delle squadre».

Come procede la “rivoluzione”?
«La soddisfazione più grande è che ora c’è meritocrazia. Gioca chi è più bravo, senza guardare lo status familiare. Per le strutture, dalla prossima stagione le squadre nazionali saranno tutte a Formello».

Ci saranno altre novità?
«Sì, riguarderanno l’Under 15, 16 e 17 (la Primavera è seguita dal ds Tare, ndr). Inseriremo come coordinatore dell’area tecnico-metodologica il mister Fabrizio Fratini».

Un percorso che ha già portato qualche soddisfazione.
«L’Under14 di Tommaso Rocchi (promosso alla guida dell’Under 15) ha vinto il titolo regionale contro la Roma. L’Under 16 è entrata per il secondo anno di fila nella Top10 italiana. Il rammarico? La finale scudetto Under 13 Pro, persa per la classifica avulsa».

Quale successo sente più suo?
«Quello dell’Under14. È la squadra che ho rinnovato di più cambiando 9 giocatori su 11. La vittoria mancava da 18 anni, troppi. L’abbiamo dedicata al presidente Lotito».

A proposito che rapporto ha con Lotito?
«Il presidente è geniale e innovativo. Portandomi alla Lazio ha dato una sterzata forte col passato. Al Milan avevo lo stesso rapporto con Galliani».