Andreotti: «La Lazio ci sta regalando la stagione che nessuno si aspettava! Tornare allo stadio? La mia risposta è no»
Hanno Detto

Andreotti: «La Lazio ci sta regalando la stagione che nessuno si aspettava! Tornare allo stadio? La mia risposta è no»

Stefano Andreotti ha condiviso nuove riflessioni sulla Lazio attraverso una lettera ufficiale pubblicata sulle pagine del quotidiano Il Tempo. Cosa filtra

Il mondo della Lazio si trova a vivere una situazione profondamente paradossale, in cui i risultati positivi ottenuti sul terreno di gioco convivono con una spaccatura insanabile tra la tifoseria e i vertici del club. Come evidenziato nell’edizione odierna dal quotidiano Il Tempo, a riaccendere il dibattito su questa delicata situazione è intervenuto Stefano Andreotti attraverso una lettera aperta in cui ha spiegato le ragioni della sua scelta di non tornare allo stadio Olimpico, aderendo convintamente alla contestazione promossa dai sostenitori biancocelesti nei confronti della dirigenza.

La scissione tra i risultati della Lazio e la contestazione dei tifosi

Nonostante l’ottimo rendimento offerto dalla squadra guidata da Gennaro Gattuso, capace di ribaltare i pronostici iniziali e di lottare per obiettivi importanti in campionato, il malcontento della piazza rimane intatto e profondo. Nel suo intervento, Stefano Andreotti ha raccontato la sua dolorosa decisione, descritta in modo inequivocabile nel passaggio integrale della sua lettera:

“Caro Direttore, qualche mese fa ti raccontavo di un derby che, per la prima volta in sessant’anni di abbonamento, ho scelto di non vedere. Io, mio figlio e il mio nipotino con la sua tessera da Aquilotto. Oggi mi chiedono in tanti se, con la Lazio che vince, ho cambiato idea. La risposta è no”.

“Sia chiaro: come risultato sportivo la Lazio sta dando qualcosa di inaspettato. Gattuso ha preso una squadra che sembrava destinata a un ridimensionamento e l’ha rimessa in piedi. Ne sono felice, come potrei non esserlo? Ma questo non incide sui motivi che sono alla base della protesta. Per me non cambia nulla. Sono il primo ad augurarmi che la Lazio vada bene, ma questo non c’entra niente con la protesta di noi tifosi. Sono due piani diversi, e chi prova a sovrapporli non ha capito, o finge di non capire, cosa sta succedendo”.

Ultimissime Lazio LIVE: il retroscena su Mandas e tutte le novità sugli infortunati

Il malcontento generale e l’amore per la Lazio secondo Stefano Andreotti

La protesta non rappresenta una presa di posizione isolata o circoscritta al solo tifo organizzato, bensì un sentimento condiviso da intere generazioni di sportivi legati ai colori biancocelesti. All’interno della sua riflessione, Stefano Andreotti ha voluto ribadire con forza questo concetto fondamentale, proseguendo con le parole esatte del suo messaggio:

“E chi pensa che sia una faccenda di pochi si sbaglia. Non è una cosa circoscritta al tifo organizzato, che pure ha un ruolo importante e lo ha svolto con serietà. Tutti i tifosi hanno aderito senza alcun tipo di costrizione. Nessuno ha trascinato nessuno. Me ne accorgo tra gli amici, tra le persone che frequento, in famiglia: l’adesione è generale. Abbiamo deciso di fare questo perché siamo molto stanchi. Stanchi dei toni, stanchi dello scontro permanente, stanchi di sentirci trattati come un problema anziché come una risorsa”.

“Poi ci sono le inchieste di questi giorni, e il rumore che si portano dietro. Adesso anche chi non si è mai occupato di calcio ha iniziato a farlo. Leggo firme che fino a ieri non avevano mai scritto una riga sulla Lazio e oggi pretendono di spiegarla, senza conoscerne la storia né le dinamiche interne. Non entro nel merito della giustizia, non è il mio campo e rispetto il lavoro di chi indaga. Ma lo dico con franchezza: credo che sia una cosa molto strana. Non riesco a capacitarmi di dove possa esserci qualcosa di penalmente rilevante. Dietro tutto questo non credo ci sia niente, eccezione fatta per il malcontento. Un malcontento vero, profondo, diffuso. Quello che vedo io ogni giorno, da laziale tra i laziali”.

Lazio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Il valore della storia e la frattura con la società della Lazio

La decisione di restare lontano dagli spalti dopo decenni di ininterrotta passione dimostra quanto la rottura con l’attuale gestione societaria sia profonda e radicata in motivazioni che vanno ben oltre il semplice risultato domenicale. A suggellare questa amara constatazione, il testo integrale della lettera di Andreotti si conclude con una riflessione toccante e definitiva:

“Ho 74 anni. Le prime partite le ricordo intorno al ’57-’58. Da allora in casa ne avrò saltata una ogni dieci anni. Ho visto la Lazio in Serie B, l’ho vista vincere lo scudetto, l’ho vista rinascere più volte. Mio figlio l’ho cresciuto così, e così speravo di crescere mio nipote. Non ho mai pensato che un giorno avrei scelto di starne lontano. E invece è successo. Se uno come me arriva a questo, non è per capriccio. È perché qualcosa si è rotto davvero”.

“Il Paradosso di oggi è proprio qui. La squadra ci sta regalando la stagione che nessuno si aspettava, e la frattura con la società resta intatta. Anzi, è la prova più chiara che il problema non è mai stato il campo. Non chiedevamo di diventare il Paris Saint-Germain. Chiedevamo una visione, una posizione dignitosa, un ritorno stabile in Europa. E soprattutto chiedevamo rispetto. Il campo, per una volta, sta facendo la sua parte. Tutto il resto no. Non basta vincere la domenica per ricucire un rapporto”.

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×