Tutti importanti, nessuno indispensabile: la ricetta di Inzaghi per lottare su tre fronti…

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L’analisi di Sassuolo-Lazio, partita vinta per 0-3 dalla squadra di Simone Inzaghi grazie alla doppietta di Milinkovic e al gol di Immobile

Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. Cambiando l’ordine dei titolari, il risultato non cambia. Legge matematica? Quasi. Rotazioni intelligenti che vanno di pari passo con le vittorie. Lo spettacolo non ne risente, la classifica neanche. Tutti utili allo stesso modo, dal primo all’ultimo perché nella Lazio non esistono indispensabili. Liquidato a domicilio anche il Sassuolo a suon di gol e intensità. Partita mai in discussione e messa in discesa dopo 7 minuti. Controllo, gestione e ordinaria amministrazione: la squadra di Inzaghi è tornata quella di un tempo. Unica nota negativa della giornata è l’ingenuità di Marusic che non sarà disponibile per il big-match con la Juventus e per le gare successive. Ora il Milan per centrare la terza finale in due anni. La Lazio c’è, la Lazio ci crede, la Lazio vuole prendersi tutto.

RITORNO AL PASSATO – Tre partite per ritrovarsi e per invertire la rotta. Gli scontri con Verona, Steaua e Sassuolo hanno rilanciato la Lazio e le hanno ridato la serenità smarrita. Inzaghi in questo mini-ciclo ha ruotato tutti gli elementi a sua disposizione o quasi, facendo anche scelte coraggiose, ricorrendo a un turnover quasi scientifico. Sette cambi tra giovedì e ieri, ma il livello della squadra e delle prestazioni è rimasto invariato. Luiz Felipe ha sostituito degnamente de Vrij, stessa cosa per Murgia che non ha fatto rimpiangere Parolo. E’ diventato un titolare aggiunto oramai Felipe Anderson.  La Lazio riesce a vincere 0-3 in trasferta con Luis Alberto in panchina per 90 minuti e questa forse è la notizia più confortante di giornata. La squadra ha ritrovato certezze e convinzione dei giorni migliori. Determinate partite vengono vinte prima con la testa e poi con le gambe, vedi Steaua e Sassuolo. Inzaghi in questo periodo difficile ha dovuto lavorare molto sulla psicologia dei propri ragazzi, che dopo la vittoria con il Verona hanno giocato con più leggerezza. Ora per chiudere il cerchio c’è bisogno di una vittoria con il Milan, squadra più in forma della Serie A. Servirà una grande Lazio, quella di Inzaghi, quella che siamo abituati a vedere.

CAMBIO FELIPE – Con Anderson la Lazio cambia marcia. Il tecnico biancoceleste adesso può ruotare calciatori con diverse caratteristiche a seconda delle partite. Con Felipe la squadra acquisisce più imprevedibilità, non dando mai punti di riferimento alla difesa avversaria. Il brasiliano svaria sul tutto il fronte, da sinistra a destra come testimoniano i due assist serviti ieri a Milinkovic. Nel primo si trovava su una fascia, nel secondo era dalla parte opposta. A seconda delle situazioni, Anderson è bravo a scegliere la zona di campo dove poter fare la differenza con la sua velocità. Va spesso all’uno contro uno con i suoi diretti avversari che in questo periodo difficilmente riescono a stargli dietro. Più stabile, compassata e ragionata la manovra quando dietro Immobile c’è Luis Alberto, che ha in dote le caratteristiche del vero trequartista. Palla sempre a terra e uno due veloci nello stretto come il calcio spagnolo insegna. Più esplosività per uno, più ragionamento per l’altro. Due modi diversi per impostare le partite, due calciatori diversi che Inzaghi vuole sfruttare al massimo delle proprie potenzialità. Possono anche coesistere e con buonissimi risultati come visto giovedì. Per far posto a entrambi però dovrebbe accomodarsi in panchina Milinkovic, sempre più dominante. Tutti importanti, nessuno indispensabile. Si vince senza i migliori, si vince con la panchina lunga. Inzaghi ha creato dalle macerie una macchina vicina alla perfezione. Adesso la testa è al Milan e ad una gara da non sbagliare. Scegliere l’undici titolare non sarà facile, ma gli impegni sono tanti, così come gli obiettivi. Sbagliare è vietato. Lazio, ora che sei ripartita non fermarti più…