Acerbi euforico: «E’ stato uno sfogo di felicità, una vittoria che vale doppio»

Lazio-Chievo Verona
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Le parole di Francesco Acerbi dopo la vittoria della Coppa Italia della Lazio ai danni dell’Atalanta

Nella sua prima stagione alla Lazio, Francesco Acerbi alza subito un trofeo. Il difensore biancoceleste festeggia la vittoria della Coppa Italia e, dopo la sfida vinta sull’Atalanta all’Olimpico, dichiara: «Dove andiamo a festeggiare? Non abbiamo prenotato nulla per scaramanzia, festeggeremo sicuramente. Abbiamo meritato dopo un anno tra alti e bassi, questa vittoria è più bella. E’ stato bello vedere la gente felice e il volto dei miei compagni e del mister felici. Questa vittoria è uno sfogo dopo un’annata così. Entriamo in Europa e si è messo tutto a posto tranne purtroppo la Champions League. E’ la cosa più bella che potessi chiedere. Eravamo a rischio per l’Europa League, siamo doppiamente felici, ci voleva. E’ uno sfogo di felicità. Se non vincevamo la Coppa non era facile rientrare in Europa, non era assolutamente facile, ma qua c’è un pò troppo pessimismo. Voglio dire che Wallace è stato fischiato dopo dieci minuti nell’ultima gara e non ha senso, la squadra va tifata fino al 95′, poi ognuno ha il diritto di esprimersi, ma la squadra va incitata prima di tutto» le parole ai microfoni di Lazio Style Channel.

Acerbi ha poi proseguito: «Sappiamo anche noi l’importanza di questa partita, noi l’abbiam messa sul piano della fisicità, ignoranza, e cattiveria, è un risultato ampiamente meritato. I fischi devi accettarli, ti fischiano e ti elogiano, io non ho questi problemi perchè sono abbastanza grande. lo lavoro col massimo impegno e dedizione. Poi ci sono partite in cui giochi bene e altre male, l’importante è impegnarsi, io do tutto e vivo benissimo. Il tifo fino alla fine può dare qualcosina in più per ribaltare i risultati. I nostri tifosi sono gente straordinaria, lo hanno dimostrato anche stasera e il trofeo è anche per loro. Il mio bilancio stagionale? Ci sono ancora due partite, bisogna vincerle, io sona arrivato qua con la consapevolezza di far bene. Dentro e fuori fai tutto per fare bene, i compagni e lo staff mi hanno messo subito a mio agio, è stata un’occasione sfruttata e non potevo assolutamente perderla. Cerco di migliorarmi sempre, ora finiamo il campionato poi si va in vacanza che un pò di riposo non guasta mai. Dove vado? A Milano Marittima, da 12 anni mi rilasso, sto da solo lì perchè ho bisogno di rilassarmi e staccare. 2-3 settimane poi si ricomincia col lavoro».