
Lazio, dopo gli addii di Gila e Romagnoli il reparto arretrato sembrava il principale punto interrogativo dell’estate: oggi la Lazio concede poco e offre a Gattuso diverse soluzioni
Quando in estate la Lazio ha salutato due pilastri come Mario Gila e Alessio Romagnoli, il reparto difensivo era considerato uno dei principali punti interrogativi della nuova stagione. Il cambio di guida tecnica e la rivoluzione della rosa lasciavano infatti diversi dubbi sulla capacità della squadra di Gennaro Gattuso di trovare rapidamente nuovi equilibri.
Dopo le prime quattro giornate di Serie A 2026/27, però, il campo ha raccontato una storia diversa. I biancocelesti hanno conquistato 10 punti, frutto di 3 vittorie e 1 pareggio, subendo soltanto 3 reti. Numeri che testimoniano una crescita importante di un reparto completamente rinnovato e che oggi rappresenta una delle basi della squadra.
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Lazio, soltanto 3 gol subiti: i numeri premiano la nuova difesa
La statistica più evidente riguarda proprio la capacità dei capitolini di limitare gli avversari. In quattro partite di campionato la squadra ha incassato meno di un gol di media a gara, mantenendo anche due volte la porta inviolata.
Il dato assume ancora più valore considerando il modo in cui sono arrivati i gol subiti. Nel pareggio per 2-2 contro il Milan, infatti, la doppietta rossonera è arrivata in un breve momento di difficoltà nella ripresa, dopo una gara nella quale la Lazio era riuscita a controllare a lungo il match.
Da una difesa corta a quattro centrali per due maglie
Il cambiamento più evidente rispetto alla scorsa stagione riguarda le alternative a disposizione dell’allenatore. Gattuso è passato da una situazione nella quale il reparto aveva poche certezze a una vera competizione interna. Oggi il tecnico può scegliere tra Oliver Provstgaard, Danilho Doekhi, Josip Šutalo e Diogo Leite, quattro profili con caratteristiche differenti ma tutti candidabili a un posto da titolare.
Nelle prime uscite la coppia di riferimento è stata quella formata da Provstgaard e Doekhi. Il danese, dopo un periodo di crescita alle spalle dei vecchi leader della difesa, ha conquistato spazio e fiducia, mentre l’olandese ha portato esperienza e fisicità dopo gli anni trascorsi all’Union Berlino. L’infortunio di Doekhi ha però aperto la porta a Šutalo, schierato al fianco di Provstgaard contro il Milan dopo essere arrivato negli ultimi giorni di mercato. Il croato ha risposto positivamente, confermando di poter essere una soluzione concreta nelle rotazioni.
Doekhi, Šutalo e Leite: il ballottaggio è apertissimo
La gestione delle gerarchie sarà uno dei temi principali delle prossime settimane. Gattuso sembra orientato a mantenere un principio preciso: costruire la coppia centrale con un difensore mancino e uno destro, così da garantire equilibrio nella costruzione dal basso. Da questo punto di vista Provstgaard sembra essere il punto fermo sulla corsia sinistra. Il danese ha mostrato personalità e continuità, diventando una delle sorprese più positive di questo avvio.
Per il ruolo al suo fianco resta invece tutto aperto. Doekhi garantisce centimetri, aggressività e conoscenza del calcio internazionale. Šutalo offre capacità nell’anticipo e qualità nella gestione del pallone. Diogo Leite, arrivato a parametro zero, può invece sfruttare anche il vantaggio dell’intesa già costruita con Doekhi ai tempi dell’Union Berlino. Una concorrenza che, nelle intenzioni di Gattuso, dovrà diventare un valore aggiunto e non un problema.
La fascia sinistra trascina: Tavares e Floriani Mussolini altre armi per Gattuso
La solidità difensiva della Lazio non riguarda soltanto i centrali. Anche sulle corsie esterne il tecnico ha trovato risposte importanti. Nuno Tavares è tornato protagonista dopo una stagione complicata, mostrando nuovamente quelle caratteristiche di forza fisica e progressione che avevano impressionato al suo arrivo in Italia.
Dall’altra parte, Romano Floriani Mussolini sta garantendo corsa, equilibrio e applicazione tattica, offrendo un’alternativa importante nelle rotazioni. Q abbondanza di alternative può rappresentare un vantaggio lungo una stagione ricca di impegni. Da emergenza a risorsa: la nuova difesa biancoceleste ha cambiato rapidamente percezione e ora il compito di Gattuso sarà quello di scegliere gli interpreti migliori partita dopo partita.