Lazio, Wilson: «Inzaghi come Maestrelli. Scudetto con la Lazio ricordo bellissimo» ESCLUSIVA

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Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, lo storico capitano della Lazio Pino Wilson ha raccontato le emozioni dello scudetto del 1974

Quarantasei anni fa, il 12 maggio 1974, la Lazio di Tommaso Maestrelli festeggiava il primo scudetto della sua storia, battendo il Foggia per 1-0 con la rete di Giorgio Chinaglia. Per rivivere le emozioni vissute dalla ‘Banda Maestrelli’, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni il capitano Pino Wilson. Queste le sue parole:

Quarantasei anni fa il primo scudetto della sua storia. Che emozioni avete provato?

«Certamente è stato uno scudetto bellissimo, perché il primo della storia della Lazio. Come tale, è rimasto nei cuori non solo di chi lo ha vissuto, ma anche di tutti i tifosi delle generazioni successive. Quel titolo è diventato leggenda, probabilmente siamo ricordati più come una banda di matti che come giocatori. Quel traguardo lo sfiorammo già l’anno prima, quando lo perdemmo all’ultima giornata, ci rifacemmo nel ’73-’74, giocando bene, offrendo un bel calcio, quasi una novità. Eravamo tutti giocatori dalla forte personalità, e questo ci ha aiutato, perché non basta avere solo qualità per vincere. Abbiamo dedicato lo scudetto al popolo biancoceleste, specialmente agli 82.000 che quel 12 maggio si presentarono allo stadio, record tutt’ora imbattuto di presenze nello Stadio Olimpico. È una gioia probabilmente impossibile da descrivere a parole, ma certamente vedere che siamo nel cuore del popolo biancoceleste a 46 anni di distanza è davvero stupendo».

Dopo aver perso lo scudetto la stagione precedente, che aspettative avevate per il nuovo campionato che vi preparavate ad affrontare? Credevate di poter riuscire finalmente nell’impresa?

«Nulla arriva mai per caso, certamente volevamo fare un campionato di alto livello, ma neanche noi ci saremmo mai aspettati di arrivare fino in fondo, quello no. Certamente poi, verso febbraio, essendo in lotta per il titolo, abbiamo capito che potevamo veramente riuscire lottare per vincere lo scudetto».

In molti paragonano la Lazio di questa stagione a quella di Maestrelli del ’74. Che opinione ha a riguardo? 

«Certamente delle somiglianze ci sono, non c’è dubbio. Parliamo di due gruppi molto affiatati, costruiti nel cemento. Entrambi con giocatori molto validi all’interno e con un allenatore molto bravo. Inzaghi per questa Lazio è come Maestrelli per noi: Simone ha un rapporto fraterno con la sua squadra, Tommaso con noi era più una figura paterna, ma sempre molto vicino ai giocatori. Anche le aspettative di inizio stagione sono le stesse: la squadra quest’anno era partita con l’obiettivo di arrivare in Champions League, proprio come noi con quello di partecipare alla Coppa dei Campioni, ritrovandosi poi entrambe a lottare per il titolo».

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